Giovedì, 09 Aprile 2020 09:05

INL: nel 2019 l’80% delle ispezioni in materia di lavoro

Su 159.805 ispezioni e accertamenti effettuati nel 2019 in 142.385 aziende l’80% ha riguardato la vigilanza in materia di lavoro, con una percentuale di irregolarità del 68% (superiore di 3 punti percentuali rispetto al 2018). Gli accessi afferenti alla vigilanza in materia previdenziale, invece, sono stati complessivamente 16.456 (l’11,5% circa del totale) con una percentuale dell’81% di irregolarità; mentre in ambito di vigilanza assicurativa sono stati effettuati 12.143 accessi (l’8,5% circa del totale) con una percentuale dell’89% di irregolarità. E’ quanto emerge dal “Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale per l’anno 2019”, pubblicato il 6 aprile 2020 sul sito dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, contenente il resoconto degli esiti dell’attività di vigilanza effettuata sul sistema integrato dei servizi ispettivi.

Dal rapporto emerge come gli accertamenti effettuati hanno consentito il recupero di contributi e premi evasi per un importo complessivo 1,23 miliardi di euro. Dalle verifiche è altresì emersa l’occupazione di 356.145 lavoratori irregolari e tra questi, sul fronte del contrasto del lavoro sommerso, di 41.544 lavoratori “in nero” (pari al 12% del totale degli irregolari). Dunque, su 9 lavoratori irregolari 1 è risultato totalmente “in nero” e quasi la metà delle aziende irregolari ne ha occupato uno. Il rapporto segnala che nel corso dello scorso anno sono stati intensificati i controlli sul caporalato, che si manifesta in edilizia, nell’industria e nel comparto manifatturiero, oltre che in agricoltura. L’Ispettorato ha anche individuato 599 fruitori del reddito di cittadinanza che lavoravano in nero. Il rapporto sottolinea che sono stati talvolta riscontrati “accordi illeciti tra azienda e lavoratore, finalizzati a consentire a quest’ultimo l’accesso alla misura di sostegno al reddito grazie alla simulazione dell’interruzione del rapporto di lavoro e alla successiva prosecuzione dell’attività lavorativa in nero”. Quanto alla distribuzione territoriale dei lavoratori che percepivano in maniera indebita il reddito di cittadinanza: Napoli (61%), Roma (26%), Venezia (7%) e Milano (6%).

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