Giovedì, 09 Marzo 2017 08:40

Cese, notizie dall'Europa

Per il CESE, il Pilastro europeo dei diritti sociali dev'essere un progetto positivo per tutti

Le trasformazioni nel mondo del lavoro dovrebbero servire da leva per promuovere una crescita economica inclusiva e sostenibile e un lavoro dignitoso per tutti.

Nella sessione plenaria di gennaio il CESE ha adottato un parere su un primo progetto di un Pilastro europeo dei diritti sociali presentato dalla Commissione europea per costruire "un'Unione economica e monetaria (UEM) approfondita e più equa" e realizzare "un'Europa sociale a 'tripla A'". Il dibattito in plenaria sull'argomento si è svolto alla presenza di Marianne Thyssen, commissaria europea per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, e di Maria João Rodrigues, relatrice del Parlamento europeo sul Pilastro europeo dei diritti sociali.

Nel parere il Comitato delinea le sue prime idee e proposte su come affrontare alcune delle sfide più difficili che l'Europa ha oggi dinanzi a sé. Il Comitato insiste sul fatto che il Pilastro deve rappresentare un progetto positivo per tutti - dotandosi di politiche che favoriscano l'incremento dell'occupazione, della produttività e del progresso sociale in quanto fattori alla base di una crescita sostenibile, e con sistemi di sicurezza sociale nazionali e mercati del lavoro adattabili e validi anche per il futuro. Il CESE ritiene che il futuro del lavoro dovrebbe essere una priorità chiave nell'ambito dei dibattiti sul Pilastro per far sì che tale futuro sia equo e inclusivo, oltre che portatore di progresso sociale. A differenza dell'idea originaria della Commissione, secondo cui il Pilastro si applicherebbe in un primo tempo alla sola area dell'euro, il CESE è convinto che esso debba invece valere per tutti gli Stati membri dell'UE, pur riconoscendo che per la zona euro possano rendersi necessari strumenti o meccanismi particolari.

Il parere, richiesto dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker e frutto di diversi mesi di lavoro, è stato elaborato dai relatori Jacek Krawczyk, presidente del gruppo Datori di lavoro del CESE, Gabriele Bischoff, presidente del gruppo Lavoratori, e Luca Jahier, presidente del gruppo Attività diverse. Il testo riprende le conclusioni tratte nel corso dei dibattiti nazionali organizzati dai membri del Comitato in tutti i 28 Stati membri, con consultazioni cui hanno preso parte circa 1 800 esponenti di organizzazioni della società civile.

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