Lunedì, 06 Febbraio 2017 10:24

CESE raccomanda l’attuazione immediata del FEIS

Il parere sul FEIS 2.0 raccomanda di coinvolgere i capitali privati

A dicembre il Consiglio dei Ministri ha deciso di estendere il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS 2.0) con altri 500 miliardi di euro di investimenti entro il 2020. Il CESE, nella sessione plenaria di dicembre, ha raccomandato l’attuazione immediata del Fondo, una copertura geograficamente equilibrata in tutta l’UE e il coinvolgimento garantito del capitale privato.

Il FEIS ha dimostrato la solidità del piano iniziale. Finora sono state approvate operazioni per un ammontare superiore a 154 miliardi di EUR, di cui il 62 % finanziate da investitori privati, ed è stato fornito sostegno a 380 000 PMI e ad oltre 50 000 microimprese.

Il CESE ha accolto con favore la proposta della Commissione e la decisione del Consiglio di prorogare il FEIS e di aumentarne il finanziamento. Le PMI dovrebbero continuare a ricevere sostegno ma, come sottolineato nel parere, dovrebbero essere rese consapevoli di aver ricevuto tale sostegno dall’UE. Il CESE ha anche chiesto un maggior coinvolgimento di capitali privati nell’ambito del FEIS e ha sottolineato l’importanza di una copertura settoriale e geografica equilibrata. Inoltre, ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la dimensione sociale del FEIS e ha raccomandato di promuovere il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) e di rafforzare il ruolo delle banche di promozione nazionali.

Nel parere del CESE sul FEIS si propone di «coinvolgere sempre più i capitali privati, garantendone un uso adeguato, e di estendere l’attività del Fondo al mercato obbligazionario, ai fondi assicurativi e ai fondi d’investimento. In Europa gli investitori istituzionali gestiscono un valore di 13 500 miliardi, di cui meno dell’1 % investito in infrastrutture». Il Piano Juncker, che ha una dimensione finanziaria ben superiore a quella delle altre iniziative, consente operazioni di investimento su progetti europei transfrontalieri di grande scala dal valore superiore anche ai 10 miliardi di euro, ciascuna delle quali sostenuta prevalentemente da capitali privati.

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