Giovedì, 28 Settembre 2017 19:44

Lavoro: Sacchi (INAPP), disoccupazione dovuta a tecnologia e' 1,5%

"I dati sui rischi di disoccupazione tecnologica ci dicono che siamo in ritardo sulla strada dell'innovazione. Le previsioni, talvolta apocalittiche sull'occupazione a rischio nei prossimi anni per l'innovazione tecnologica, in realtà non tengono conto dell'effettivo tessuto produttivo nel nostro paese''. Lo ha dichiarato Stefano Sacchi, presidente dell'Inapp, Istituto nazionale dell'analisi delle politiche pubbliche, nel corso del Festival del Lavoro di Torino. "Una ricerca Inapp - ha aggiunto - a partire dai dati individuali Istat mostra come negli ultimi cinque anni l'effettiva disoccupazione tecnologica, ossia la perdita di posti di lavoro dovuti all'innovazione sia stimabile nell'ordine dell'1,5% dell'occupazione, molto meno di quanto ci si aspetterebbe. E la perdita è concentrata nelle occupazioni manuali. In sostanza, potremmo dire che, al di là di punte avanzate che ci sono eccome, siamo ancora alla terza rivoluzione industriale, non alla quarta".

"Questo però non deve rallegrarci, perché rischiamo di prendere tutto il peggio dell'impatto del cambiamento tecnologico senza goderne i vantaggi: perdita di occupazione soprattutto manuale, senza creazione di nuova occupazione connessa alle nuove professioni (e uno dei punti qualificanti della riunione del G7 lavoro sarà la discussione su come migliorare gli strumenti di previsione dei fabbisogni occupazionali). E perdita di posizionamento nelle catene globali del valore, rischiando la marginalizzazione e di restare confinati a produzioni a basso valore aggiunto, mentre i benefici vengono colti altrove", ha spiegato Sacchi. Per avvicinarci alla frontiera dell'innovazione tecnologica, "non abbiamo altra scelta -ha avvertito il presidente dell'Inapp- che attraverso le politiche pubbliche, politiche di incentivazione dell'adozione di nuove tecnologie, mitigando al contempo i rischi di disoccupazione tecnologica che ciò comporta attraverso adeguate politiche della formazione". "Proprio a questo risulta che stia pensando il governo: incentivare la formazione in quelle aree tematiche maggiormente connesse a Impresa 4.0 e all'adozione di nuove tecnologie, per aumentare l'impatto di queste anche in termini occupazionali", ha sottolineato.

Poi, Sacchi ha ricordato che uno dei dei temi che saranno trattati durante il G7 lavoro "è proprio quello del rischio della disoccupazione tecnologica e di come fare a scongiurare le disuguaglianze che il cambiamento tecnologico può comportare: tra individui, tra imprese, tra territori". "Infatti la digitalizzazione e l'innovazione portano con sé enormi opportunità, ma comportano anche grandi rischi - ha detto - per l'occupazione e la sua qualità: pensiamo al tema caldo delle piattaforme di lavoro; è immaginabile che nella riunione del G7 si parli anche di come i paesi del G7 possano cooperare per coordinare una regolazione delle piattaforme di lavoro, anche dopo varie recenti sentenze come quella che ha riguardato Uber nel Regno Unito". Inapp ha preparato i due documenti che costituiscono la base di discussione dei ministri per le sessioni di sabato del G7, su ''digitalizzazione, automazione e futuro del lavoro'' e su come ''rafforzare le infrastrutture sociali per garantire che il processo di cambiamento sia sostenibile e inclusivo'', ha concluso.

(Map/Adnkronos)

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