Venerdì, 19 Maggio 2017 08:19

La qualificazione del ruolo di amministratore nella società

La sentenza n.1545/2017 della Corte di cassazione - Sezioni unite - individua il ruolo dell'amministratore nella società distinguendo la relativa contrattualizzazione nell'ambito di un rapporto di lavoro. Una pronuncia che ha fatto discutere per le ricadute in ambito fiscale e contributivo dei redditi ricavati dall'amministratore con questo tipo di attività e che Pasquale Staropoli, esperto della Fondazione Studi, commenta in web tv.

L'esperto si sofferma sugli effetti di questa sentenza e sulla questione che ha portato al rinvio alle Sezioni Unite ovvero se l'amministratore di una società deve essere considerato alla stregua di un lavoratore dipendente ai fini della procedura esecutiva intentata contro di lui e, di conseguenza, se la pignorabilità dei compensi da questo percepiti è soggetta al limite del V° dello stipendio - come gli altri lavoratori subordinati - o può essere estesa integralmente in quanto non dipendente della società.

Per la Suprema Corte, ha ricordato Staropoli, questi compensi non sono sottoposti al limite della pignorabilità del V°, perché l'amministratore ha un rapporto di immedesimazione organica ed una funzione peculiare propria che si distingue da un rapporto di lavoro. Ma le Sezioni unite hanno anche distinto la funzione dell'amministratore nella gestione della società per il fatto che lo stesso possa avere anche un ruolo ulteriore e diverso nello stesso ambito. Tra l'amministratore e la società può, quindi, instaurarsi un rapporto di lavoro solo quando all'amministratore sia richiesta una distinta e diversa attività lavorativa estranea ai fini sociali.

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