Martedì, 15 Novembre 2016 08:08

Eurostat: italiani lavorano solo 30,7 anni

Il ciclo di vita lavorativo italiano è il più corto d'Europa. Nella penisola si lavora 'appena' 30 anni e 7 mesi, contro una media europea di 35 anni e quattro mesi.

Lo rileva Eurostat nei dati diffusi oggi e riferiti al 2015. Tra il 2005 e il 2015 la vita lavorativa media si è allungata ovunque, Italia compresa, ma nel Belpaese è cresciuta meno che nel resto dell'Ue. Anche nel 2005 infatti l'Italia era all'ultimo posto Paese per numero di anni lavorati, ma a pari merito con la Bulgaria (29 anni e sei mesi), e a distanza di un decennio il primato è tutto tricolore. Se la vita lavorativa per gli uomini è aumentata di 1 anno e un mese, giungendo a 35 anni e quattro mesi, quella delle donne è cresciuta di due anni, da 23 anni e sette mesi a 25 anni e sette mesi, nel rispetto della tendenza generale.

Nel territorio dell'Unione europea tra il 2005 e il 2015 la durata dell'attività lavorativa è aumentata più rapidamente per le donne (da 30 anni e due mesi a 32 anni e otto mesi) che per gli uomini (da 36 anni e sette mesi a 37 anni e 9 mesi). L'Italia come detto è il Paese dove si va prima in pensione (dopo 30 anni e 7 mesi di lavoro), la Svezia è invece lo Stato membro dove in media i cittadini vanno in pensione più tardi (41 anni e 2 mesi di vita lavorativa). I dati confermano le due velocità nord-sud. Sono tutti gli Stati nordici dove il periodo di vita lavorativo dura 38 anni o più (Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e paesi scandinavi), mentre gli Stati Mediterranei e dell'est sono quelli dove il ciclo di vita lavorativo dura meno di 33 anni (Bulgaria, Croazia, Grecia, Italia, Romania, Ungheria).