Mercoledì, 21 Settembre 2016 10:14

Cassazione: no a controlli a tappeto sui dipendenti

Illegittimi i controlli a tappeto su posta elettronica, computer e telefoni aziendali effettuati dai datori di lavoro sui dipendenti. A stabilirlo è la sentenza n. 18302 del 19 settembre 2016 della Corte di Cassazione, anticipata sulle pagine di Italia Oggi. La Suprema Corte è intervenuta sulla controversia nata tra l'Istituto poligrafico e zecca dello Stato e il Garante della privacy, in quanto il servizio di navigazione sul web predisposto dall'Istituto per i propri dipendenti non consentiva l'accesso a siti non inerenti l'attività lavorativa e memorizzava ogni tentativo di accesso, conservando i dati anche per un anno intero.

Il Garante era così intervenuto nel 2011 con un provvedimento che vietava all'Istituto la catalogazione e conservazione dei dati personali dei lavoratori sul loro utilizzo della posta elettronica, del telefono aziendale e sulla navigazione web. Il Poligrafico si era, poi, rivolto ai giudici del Tribunale di Roma che nel 2013 avevano dato ragione al Garante stabilendo che i controlli effettuati sui lavoratori violavano l'art. 4 dello Statuto. Contro questa pronuncia, l'Istituto ha presentato ricorso in Cassazione che, con la sentenza depositata ieri, non ha ritenuto legittimi i controlli effettuati.

Per i giudici della Suprema Corte "per evitare attività illecite o per motivi organizzativi o produttivi possono essere installati impianti e apparecchiature di controllo che rilevino dati relativi anche all'attività lavorativa dei dipendenti, ma la previsione che siano osservate le garanzie procedurali", di cui parla l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, "non consente che attraverso tali strumenti si possa porre in essere, anche se quale conseguenza mediata, un controllo a distanza dei lavoratori".

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