Mercoledì, 13 Luglio 2016 10:12

​Videosorveglianza​, Rete del sapere guida del Centro studi CPO di Udine​

Il datore di lavoro che intenda dotare la propria azienda o il proprio personale di impianti audiovisivi od altri strumenti di controllo, deve rispettare non solo le condizioni di cui alla norma statutaria, ma anche i principi di necessità del trattamento, correttezza, pertinenza e non eccedenza, il divieto di profilazione, la necessaria legittimazione posti dal Codice della privacy.

Dall’esame dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori, come modificato dall’art. 23, c. 1 del D. Lgs. n. 151/2015 (Jobs act) a decorrere dal 24 settembre 2015, si nota fin da subito come sia cambiato l’approccio al tema: il legislatore delegato ha eliminato il divieto assoluto di controllo a distanza sull’attività del lavoratore (eliminazione, questa, solo formale poiché nella pratica il divieto resta).

Di questo e delle mille sfaccettature della norma, si occupa la guida curata dal Centro studi dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro che passa dall’esame della ratio della delega all’esame dell’art.4 prima della riforma e oggi, dai controlli difensivi alla protezione dei dati personali per terminare con la specifica delle sanzioni in capo al datore di lavoro.

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