Giovedì, 09 Giugno 2016 10:23

Rientro dei cervelli: in GU il decreto

Pubblicate, sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 132/2016, le disposizioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze, contenute nel decreto 26 maggio 2016, attuative del regime speciale per il rientro dei cervelli, i lavoratori “impatriati”, ex art. 16 del Dlgs 147/2015. Chiarite dal MEF le categorie di lavoratori a cui spettano tali agevolazioni fiscali:

a) i lavoratori che non sono stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il predetto trasferimento e si impegnano a permanere in Italia per almeno due anni;
b) l'attività lavorativa è svolta presso un'impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate dalla stessa società che controlla l'impresa;
c) l'attività lavorativa è prestata nel territorio italiano per un periodo superiore a 183 giorni nell'arco di ciascun periodo d'imposta;
d) i lavoratori svolgono funzioni direttive e/o sono in possesso dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazione come definiti dai decreti legislativi 28 giugno 2012, n. 108, e 6 novembre 2007, n. 206.

Sono altresì destinatari delle medesime agevolazioni: i cittadini dell'Unione europea, in possesso di un titolo di laurea che hanno svolto continuativamente un'attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall'Italia negli ultimi ventiquattro mesi o più  e coloro che hanno svolto un'attività di studio fuori dall'Italia negli ultimi due anni o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream.

Tra le precisazioni del Mef, inoltre, il divieto di cumulo per la fruizione degli incentivi.  In particolare, la fruizione dei benefici di cui all'art. 16, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, è incompatibile con la contemporanea fruizione degli incentivi fiscali previsti dall'art. 44, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Infine, le disposizioni sulla decadenza dell'agevolazione qualora la residenza in Italia non sia mantenuta per almeno due anni. In tal caso, infatti, si procede al recupero di quanto già fruito con sanzioni ed interessi.

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