Mercoledì, 17 Febbraio 2016 08:36

È l’ora di un cambiamento culturale

A cura di Francesco Duraccio - Vice Presidente Fondazione Consulenti per il Lavoro

Nel tempo i Consulenti del Lavoro hanno saputo meritare un ruolo centrale nelle dinamiche socio economiche del Paese. Su questo presupposto, e sull’esplicito riconoscimento della nostra terzietà, imparzialità e professionalità nell'assistere la volontà di entrambe le parti del rapporto di lavoro, si basa l’affidamento al Consulente del Lavoro come professionista perassistere il lavoratorein sede di conciliazione e/o certificazione durante importanti fasi del rapporto di lavoro (accordo di demansionamento, pattuizione di clausole elastiche nel contratto a part-time etc.) o al termine dello stesso nelle procedure deflattive del contenzioso.

È in corso, quindi, un’evoluzione culturale che deve far riflettere sulla posizione del Consulente del Lavoro nell’ambito  del mercato del lavoro e che risponde a chi, invece, lo riteneva esclusivamente partner delle imprese.

Ma l’attenzione alle esigenze di lavoratori e disoccupati deve essere rivolta soprattutto da parte di quei Consulenti del Lavoro, come i delegati della Fondazione Consulenti per il Lavoro, che desiderano impegnarsi nei servizi per l’impiego e nelle politiche attive del lavoro. È la filosofia dell’ultima riforma del lavoro, che sta pian piano prendendo forma, che pone lavoratori e disoccupati al centro delle attenzioni di tutti gli operatori della rete dei servizi dell’impiego (dalla costituenda ANPAL fino all’ultimo degli operatori accreditati). Questi, infatti, dovranno liberamente scegliere a quale operatore  (pubblico o privato) rivolgersi per essere aiutati nella ricerca di occupazione, portando con loro in dote, da spendere, l’assegno di ricollocazione se fruitori di NASPI o altri voucher o indennità se beneficiari di altre misure di iniziativa regionale.

Per operare con successo, quindi, non è sufficiente il solo rapporto con le imprese. I nostri delegati dovranno più di prima attrarre l’interesse di lavoratori e disoccupati, catalizzandone l’attenzione ed ispirando loro  fiducia.

È un cambio di mentalità importante e necessario per adempiere all’ardua missione di dare impulso all’occupazione e soprattutto per generare un’opportunità professionale e di guadagno. Solo a risultato occupazionale raggiunto si potrà poi incassare l’assegno di ricollocazione o il voucher.

In questa direzione la Fondazione sta rivedendo la propria strategia di comunicazione, a partire dalla realizzazione del nuovo sito internet, rivolgendosi in modo particolare proprio a lavoratori e disoccupati.