Venerdì, 05 Febbraio 2016 08:23

Debutta il lavoro agile

A cura di Emiliana Maria Dal Bon

Collegato alla Legge di Stabilità è stato approvato un DDL recante Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato a tempo indeterminato che per ora ha assunto la forma solamente di bozza. Il titolo II di questo DDL è interamente dedicato alla disciplina del lavoro agile, l’evoluzione del telelavoro.

L’incentivazione all’utilizzo del lavoro agile ha la finalità di incrementare laproduttività del lavoro e di agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Proprio per questo motivo il DDL stabilisce che gli incentivi di carattere fiscale e contributivo riconosciuti dalla vigente normativa in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro spettano anche sulle quote di retribuzione pagate relativamente all’attività in modalità di lavoro agile.

Specificato che il lavoro agile è qualcosa di diverso dal telelavoro -e pertanto a esso non si applicano le norme e i contratti collettivi relativi al telelavoro- il DDL stabilisce che la prestazione lavorativa è svolta in modalità lavoro agile quando è resa solo in parte all’interno dei locali aziendali e con i soli vincoli di orario massimo derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Si assottiglia, così, sempre più il potere di controllo del datore di lavoro e la subordinazione del lavoratore con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro, e il lavoro agile assume le sembianze di una forma di svolgimento della prestazione lavorativa che si avvicina sempre più alle caratteristiche, per lo meno, del lavoro parasubordinato. Tutto ciò è avvallato dalle previsioni del DDL che stabiliscono l’assenza di una postazione fissa per il lavoratore durante i periodi di lavoro svolti al di fuori dei locali aziendali.

Il lavoratore che sceglie di svolgere la propria prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile deve sottoscrivere un accordo scritto con il datore di lavoro e ha diritto a non essere discriminato, sotto i profili economico e normativo, rispetto agli altri lavoratori subordinati che svolgono la prestazione lavorativa esclusivamente all’interno dell’azienda, a parità di mansioni svolte.

Profilo molto importante e delicato affrontato dal DDL è quello riguardante la sicurezza sul lavoro. Garantire le tutele richieste dalla legge diviene piuttosto complesso nel momento in cui il lavoratore è al di fuori dei protetti e controllati luoghi di lavoro. Il datore di lavoro, secondo il DDL, al fine di dare attuazione all’obbligazione di sicurezza, e tenuto conto dell'impossibilità di controllare i luoghi di svolgimento della prestazione lavorativa, deve consegnare al lavoratore un’informativa periodica, con cadenza almeno annuale, nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alle modalità di svolgimento della prestazione.

Per quanto riguarda l’assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali, altro profilo problematico, il DDL ha risolto i numerosi dubbi in materia di copertura INAIL rendendo obbligatoria la comunicazione all’Istituto dell’accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile. Riguardo alla concreta tutela degli infortuni il DDL ha optato per l’esclusione dall’ambito della tutela INAIL e dall’ambito della responsabilità datoriale di tutti quegli infortuni che sono causati dal cd. rischio elettivo non connesso, pertanto, con la prestazione lavorativa.

Infine, il DDL, in coerenza con tutta la riforma, riconosce ai contratti collettivi di qualsiasi livello la possibilità di integrare la disciplina di legge, allo scopo di agevolare i lavoratori e le imprese che intendono svolgere prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile.

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