Venerdì, 29 Gennaio 2016 08:27

Garanzia Giovani: le difficoltà da affrontare

A cura di Romano Benini

I punti dolenti del programma Garanzia Giovani e come tali da segnalare sono mostrati dall’evidenza dei dati dei report di aggiornamento del Ministero del Lavoro. Sono punti relativi al mancato funzionamento di alcune scelte di fondo del programma, che vanno affrontati ed ai quali si dovrà dedicare l’Anpal, la nuova agenzia nazionale per le politiche del lavoro.

In primo luogo appare evidente la difficoltà nell’attivare i giovani coinvolti in progetti che non siano i tirocini. La presenza dell’incentivo nazionale definito dalla Legge Finanziaria del 2015 ha certamente reso meno interessante l’utilizzo del bonus fiscale previsto per le imprese che assumano i giovani presi in carico . Tuttavia stride la capacità di attivazione ed appare significativa la difficoltà di due strumenti importanti: l’apprendistato e l’accompagnamento . Se la motivazione che si può addurre per l’apprendistato riguarda la complessità della procedura e l’assenza di un processo rigoroso di preselezione dei candidati, per quanto riguarda l’accompagnamento remunerato il problema si fa più complesso. La Regione Lombardia appare ad oggi l’unica che ha garantito una buona capacità di spesa di questo intervento, anche in ragione della preesistente analoga iniziativa regionale della Dote unica lavoro. Le altre regioni vedono una scarsa capacità di usare l’accompagnamento al lavoro con la remunerazione del servizio che ha effettuato l’incontro tra domanda ed offerta oppure la sostanziale assenza di questo tipo di intervento.  Inoltre si registrano tempi di pagamento, soprattutto nel Lazio, assolutamente lunghi, che ostacolano la presenza sul mercato delle agenzie accreditate. La capacità di promuovere questo strumento è indicativa dell’assenza di una cultura della remunerazione dell’incontro tra domanda ed offerta, che potrà creare ostacoli alla diffusione del principale strumento di inserimento ed attivazione al lavoro previsto dal Jobs Act: l’assegno di ricollocazione, che si basa appunto sulla logica del voucher remunerato.  

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