Venerdì, 22 Gennaio 2016 08:27

Garanzia Giovani: le prime valutazioni

A cura di Romano Benini

Con il 2015 termina il Programma Garanzia Giovani, che il Ministero intende continuare, anche per far fronte alla necessità di dare risposta alle centinaia di migliaia di giovani che si sono iscritti e che non sono ancora stati presi in carico ed avviati ad una delle attività previste nel programma. Prima della nuova fase, che necessita dell’approvazione da parte delle autorità della Commissione Europea, è tuttavia necessario considerare alcune questioni di fondo, che vanno affrontate anche nel rispetto della logica che vede Garanzia giovani come una sorta di sperimentazione, da modificare ed integrare in ragione delle evidenze che si vengono a riscontrare e determinare.

I dati sono in questo senso piuttosto eloquenti. Il numero di registrati è certamente notevole: per un programma pubblico rivolto ai NEET il fatto che il numero delle persone che si sono registrate e che quindi si presumono disponibili ad essere presi in carico per una iniziativa si tratta di un successo. Più della metà dei giovani NEET, gli italiani che non studiano o non lavorano, si sono registrati al programma Garanzia giovani. Si sfata in questo modo anche un luogo comune che negli anni scorsi è circolato sui media, che vede i giovani italiani come poco attivi e disponibili a mettersi in gioco. Non è stato così.

Anche il dato dei presi in carico effettivi da parte dei centri per l’impiego è di assoluto interesse. I servizi pubblici italiani sono infatti da alcuni anni in grave difficoltà, quasi allo sbando, mentre le agenzie private ed accreditate nella maggior parte delle regioni italiane non sono coinvolte nella fase di presa in carico, ma solo successivamente. Nonostante questa situazione, che porta in media per ogni operatore di centro per l’impiego alla presa in carico potenziale di più di cento giovani in Garanzia giovani, la capacità di questo sistema di svolgere la prima attività di orientamento è stata buona. Si tratta di un intervento che avviene con una tempistica variabile, ma che tutto sommato si definisce entro i 4 mesi richiesti dalla legge.

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