Mercoledì, 20 Gennaio 2016 08:41

Crisi economica, niente sarà come prima

A cura di Antonio Di Giura

Probabilmente non ci è dato sapere quando potremo raccogliere i detriti di questa crisi economica. Quando una depressione economica è così grande e come un fiume in piena travolge anche le economie più solide, il paesaggio che lascia alle sue spalle, non è più quello di prima. Ovviamente, pensando al nostro lavoro, preoccupati e intimoriti, ci chiediamo: cosa è cambiato? Il mondo è cambiato e non è solo una questione economica. Gli effetti che si prefigurano nell’ambito della nostra professione ci presentano uno stereotipo modificato del consulente del lavoro esperto in tematiche giuslavoristiche o di esperto fiscale. Il Consulente del lavoro non potrà limitare la sua visione al cedolino paga o nel trovare il miglior sgravio che il corpus normativo del momento offre. Dovrà decidere se puntare sulle competenze rare o se, continuare a puntare sui servizi tradizionali di volume.

Ovviamente, qualunque sia la strada che si decide di percorrere, bisogna fare il pieno di competenze più specifiche perché, in ogni caso, il quadro che si delinea è quello di un professionista sempre più manager che dovrà tendere la sua attenzione nella gestione dei processi organizzativi dello studio, ai processi di delega, in modo da ritagliarsi del tempo prezioso per uscire fuori dalle mura dello studio e costruire nuove opportunità di business. Lo studio professionale, non deve e non può sottrarsi da una vera e propria attività gestionale con la consapevolezza che al di là del mercato a cui si rivolge, e dal livello di specializzazione professionale offerto, il consulente deve dotarsi di una struttura snella e flessibile orientata al cliente.  Se decidiamo di imboccare questa strada, ovvero di una proiezione dinamica della professione, molta attenzione deve essere rivolta su due fronti:

1.      Delineare i sistemi di gestione e controllo sin dall’inizio della prestazione;

2.     Standardizzazione comportamentale dei collaboratori dello studio in modo che ognuno sappia cosa fare, cosa dire, cosa registrare, cosa controllare e cosa dimostrare.

Così facendo, a piccoli ma significativi passi, ci avvicineremo  al mondo e al concetto della qualità.