Mercoledì, 20 Gennaio 2016 08:26

La promozione del Welfare nella Legge di Stabilità

La promozione del Welfare nella Legge di Stabilità passa attraverso la contrattazione collettiva

A cura di Emiliana Maria Dal Bon

La tanto attesa Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015), tra le previsioni dei suoi 999 commi (articolo unico), ne contiene una molto importante sotto il profilo del welfare aziendale e della contrattazione decentrata.

I commi da 182 a 189 introducono, in modo permanente, la cd. detassazione dei premi di produttività, dettando regole e limiti specifici che riprendono quelli finora applicati, e che ne richiedono l’esplicitazione in contratti collettivi di II livello.

La previsione relativa all’incentivazione del welfare è, invece, contenuta nel comma 184. La disposizione afferma che se il lavoratore sceglie di fruire delle somme e dei valori di cui al comma 2 e all'ultimo periodo del comma 3 dell'articolo 51 del TUIR in sostituzione, in tutto o in parte, dei premi di produttività o delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa (di cui al comma 182) tali somme e valori sono completamente esenti. Il comma 184, nello specifico, precisa che esse non concorrono, nel rispetto dei limiti ivi indicati, a formare il reddito di lavoro dipendente, né sono soggette all'imposta sostitutiva IRPEF del 10%, disciplinata dai commi da 182 a 191.

L’assoluta novità introdotta dalla legge di stabilità è l’attribuzione al lavoratore del potere di scegliere se fruire del premio di produttività in denaro e vederselo, pertanto, tassato con l’aliquota sostitutiva (in applicazione di un contratto decentrato), oppure se utilizzare l’importo del premio di produttività, in toto o in parte, per fruire di uno o più servizi di welfare messi a disposizione dal datore di lavoro che, nei casi e nei limiti di cui all’art. 51 TUIR, sono completamente esenti.

Prima una tale richiesta del lavoratore non poteva essere soddisfatta, poiché l’art. 51, co 2 e co 3 ultimo periodo TUIR, parla espressamente di servizi messi a disposizione dei lavoratori; pertanto, la somma che il lavoratore percepiva come premio di produttività, per essere erogata a diverso titolo, doveva essere considerata imponibile a tutti gli effetti secondo le regole ordinarie.

Ora, invece, se la possibilità di scelta è prevista da un contratto di secondo livello nulla osta al cambio di destinazione della somma.

Infatti, l’altra fondamentale specifica introdotta dalla Legge di stabilità, comma 187, è quella che riguarda il ruolo della contrattazione aziendale o territoriale. Affinché il lavoratore possa optare per l’utilizzo della somma che gli sarebbe spettata a titolo di premio di produttività per fruire di servizi di welfare deve esserci un contratto collettivo di secondo livello che, nel prevedere l’erogazione dei premi di produttività, disciplini anche la possibilità connessa all’art. 51, co 2 e 3 ultimo periodo TUIR.

Tali previsioni sono l’ennesimo segnale da parte del Legislatore per spingere le aziende a sfruttare il più possibile le deleghe alla contrattazione di secondo livello e ritagliarsi sempre più misure e discipline specifiche e ad hoc. Infatti, dal momento che per fruire della detassazione e della possibilità di “scambiare” i premi di produttività con welfare è necessario adottare contratti aziendali o territoriali, tanto vale che le aziende sfruttino a pieno le potenzialità dello strumento, magari anche nella più incisiva versione dei contratti di prossimità.