Venerdì, 15 Gennaio 2016 08:55

Il problema della produttività

Nel panorama italiano il ruolo più evidente è quello della produttività. Tra il 1995 e il 2012 la produttività per ora lavorata è cresciuta del 25% in Germania, del 23% nella media dei paesi Euro, del 6% in Italia. Anche l’occupazione ha una tendenza peggiore: tra il 2005 e il 2012 l’occupazione italiana è in effetti cresciuta del 5%, ma nei paesi dell’Euro è cresciuta dell’8%.

Esiste un rapporto tra crescita , produttività ed occupazione che non funziona.

Analizziamo i dati sui salari, riportati anch’essi dalle valutazioni apparse sui media. Tra il 1990 e il 2014 il salario medio di un dipendente privato italiano ha segnato una perdita di 3 punti percentuali; nella media dei paesi Euro c’è stato un aumento del 15%, in Germania del 14%.

Secondo molti osservatori ed editorialisti la causa di questa progressiva perdita di forza del Belpaese va ricondotta al mancato rispetto del modello contrattuale definito nel 1993. Il nostro modello è stato definito attraverso un sistema che stabilisce  due sessioni l’anno di concertazione della manovra di politica economica tra Governo, sindacati e rappresentanze datoriali; il secondo, i contratti nazionali di categoria, destinati a prevenire la perdita di potere d’acquisto della retribuzione fondamentale; la contrattazione decentrata, destinata a negoziare la crescita del potere d’acquisto delle retribuzioni in funzione del raggiungimento di guadagni in termini di produttività .

Gli ultimi governi hanno abbandonato la concertazione, la contrattazione nazionale è fuori moda, ma anche quella decentrata non sembra essere promossa con adeguata attenzione. Esiste un rapporto diretto e biunivoco tra crescita salariale e produttività, che in Italia non sembra agire.

In questo modo manteniamo un sistema che scoraggia i consumi,  gli investimenti, la produttività e la crescita. Perché l’aumento dei salari spinge le famiglie ad aumentare i consumi, ma anche le imprese ad innovare per recuperare i margini di profitto: sana regola di mercato, poco presente in Italia.