Martedì, 12 Gennaio 2016 08:39

Antonio Tajani: un nuovo ruolo per i professionisti

A cura di Valentina Paiano

Il TTIP, il trattato transatlantico a favore del libero scambio tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America, potrebbe mettere a rischio il sistema di tutela delle professioni ordinistiche, che con l’accordo non sarebbero più governate dalle stesse regole per l’accesso alle attività. Su questo tema e sul ruolo dei professionisti in Europa, abbiamo sentito il Vice Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, intervistato per “Il Consulente del Lavoro”. 

Domanda. Onorevole Tajani, l’America spinge per chiudere il TTIP con l’Europa. Gli accordi, ancora secretati, prevedono dei rischi per i professionisti?

Risposta. Mi auguro che ci siano opportunità per i professionisti. L’accordo è importante, perché permetterà alle nostre imprese di avere maggiori occasioni di sviluppo. Pensiamo, ad esempio, a quelle del settore agroalimentare che potranno difendere meglio il “made in Italy”. Ma deve essere vincente per entrambe le parti. L’ultima fase della trattativa è fondamentale affinché l’accordo possa essere veramente utile per la crescita economica del nostro Paese e dell’Europa.  

Domanda. In Italia ci sono 260 milioni di euro destinati ai fondi comunitari per i liberi professionisti, che non vengono ancora utilizzati. Per quale motivo?

Risposta. Innanzitutto è importante che ci siano questi fondi, che per la prima volta possono essere utilizzati anche dai liberi professionisti. Questa è una decisione che abbiamo preso, quando ero Commissario europeo, con il Piano d’azione per i liberi professionisti. Ora dobbiamo informare i professionisti per spiegare loro come accedere ai fondi. Serve un’azione di informazione che segua alla decisione politica di destinare questi fondi a realtà che creino occupazione, come quelle delle libere professioni. Questa è la cosa fondamentale da fare.

Domanda. Quali sono i punti principali su cui si basa il Piano d’azione per i liberi professionisti?

Risposta. Uno dei punti fondamentali del Piano d’azione è l’equiparazione del libero professionista all’imprenditore per permettergli di utilizzare tutti i fondi comunitari, sia quelli che vengono erogati da Bruxelles sia quelli che passano attraverso gli Stati membri come qualsiasi altro professionista. L’altro punto è l’implementazione di un’azione di coordinamento per permettere ai liberi professionisti di essere protagonisti della politica della crescita in Europa. Per la prima volta quest’anno i liberi professionisti hanno, infatti, partecipato all’Assemblea delle Pmi organizzata a Lussemburgo dall’Unione Europea. Dobbiamo, poi, formare il mondo delle professioni sul tema dei fondi comunitari, poiché non è così semplice potervi accedere. Bisogna conoscere i meccanismi per comprendere come e quando intervenire per massimizzare questa decisione, presa anche dal Governo italiano a seguito delle pressioni che avevamo fatto come Commissione Europea. Ora che questa opportunità c’è anche nella Legge di Stabilità significa che il Piano d’azione funziona. 

Domanda. L’Assemblea di Lussemburgo ha chiuso la settimana europea dedicata al sostegno delle piccole e medie imprese. Quali sono, in sostanza, le azioni intraprese dalla Comunità europea per favorirle?

Risposta. Una delle grandi questioni è l’accesso al credito, assieme ad una burocrazia troppo pesante. L’accesso al credito sarà agevolato dal nuovo Piano d’azione del Commissario Hill sul mercato unico dei capitali. Oltre ai fondi che potranno essere chiesti alle banche, si potranno avere crediti attraverso altri sistemi, altri investitori, come il sistema del venture capital che in Europa e soprattutto in America ha prodotto degli effetti straordinari, mentre in Italia è sottoutilizzato. Nel pacchetto COSME, il programma per la competitività di imprese e PMI 2014-2020,ci sono anche fondi per il venture capital e questo è un modo per accedere al credito. Perché avere una varietà di possibilità aiuta le giovani e piccole imprese, nell’avvio di una nuova stagione, a rinnovarsi e a fare ricerca. Serve più accesso al credito e su questo noi continueremo a vigilare.