Giovedì, 07 Gennaio 2016 08:54

L’offerta di conciliazione: un piccolo vademecum

A cura di Emiliana Dal Bon

In materia di licenziamento la legge prevede che il lavoratore possa impugnare stragiudizialmente il provvedimento entro 60 giorni dalla data di intimazione e promuovere il giudizio o comunicare a controparte l’eventuale richiesta di tentativo di conciliazione/arbitrato entro 180 giorni dalla data di impugnazione.

Rimanendo salve le altre modalità di conciliazione previste dalla legge, il D.lgs. 23/2015, all’art. 6, ha introdotto un nuovo rito di conciliazione stragiudiziale, finalizzato alla risoluzione della controversia al di fuori delle sedi giudiziali:

·       esperibile nelle sedi protetteindicate dall’art. 2113 c.c. e dall’art. 76 del D.lgs. 276/2003 (ovvero avanti la DTL, in sede sindacale o avanti agli organi di certificazione),
·       applicabile solamente alle eventuali controversie legate a licenziamenti illegittimi dilavoratori assunti a tempo indeterminato a decorrere dal 7 marzo 2015 nei cui confronti si applica il D.lgs. 23/2015.

L’art. 6 del decreto prevede che il datore di lavoro abbia la possibilità di offrire una somma al lavoratore licenziato, in via del tutto preventiva ed entro il termine di impugnazione stragiudiziale del licenziamento (ovvero 60 giorni dall’intimazione).

La somma offerta dovrà essere:

-  pari ad 1 mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio;

-
  in ogni caso, non potrà essere inferiore a 2 mensilità e non superiore a 18 mensilità.

Il beneficio che l’art. 6 ha introdotto al fine di rendere più appetibile la conciliazione per le parti è che la somma definita non costituirà reddito imponibile ai fini dell’IRPEF e non sarà assoggettata a contribuzione previdenziale: si tratta, in altre parole, di una somma netta. La norma precisa anche che, qualora le parti definiscano nella medesima sede conciliativa eventuali altre somme a chiusura di ogni pendenza derivante dal rapporto di lavoro, le dette somme seguiranno invece il regime fiscale ordinario.

In sede conciliativa:

Il datore di lavoro dovrà corrispondere la somma offerta mediante assegno circolare.

L’accettazione del titolo da parte del lavoratore in sede conciliativa comporterà automaticamente:

i.                   l’estinzione del rapporto di lavoro dalla data di licenziamento;

ii.                 la rinuncia all’impugnazione dello stesso, anche qualora fosse già stata proposta.

Il datore di lavoro è, inoltre, tenuto ad effettuare:

·        la comunicazione telematica obbligatoria di cessazione del rapporto al Centro per l’Impiego competente entro i 5 giorni successivi;

·        un’ulteriore comunicazione di cessazione integrativa entro 65 giorni dalla data di fine del rapporto di lavoro. In tale comunicazione il datore avrà cura di indicare l’avvenuta o la non avvenuta conciliazione stragiudiziale. In mancanza, sarà soggetto a sanzione amministrativa.

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