Giovedì, 17 Dicembre 2015 07:09

Le semplificazioni e le novità in materia di gestione del rapporto di lavoro

A cura di Emiliana Maria Dal Bon

Le semplificazioni in materia di gestione del rapporto di lavoro introdotte dal D.lgs. 151/2015 prima di poter essere effettivamente definite tali devono attraversare un periodo di rodaggio che, si sa, dovrà iniziare con una serie di Decreti ministeriali attuativi a cui seguirà un mare magnum di prassi.

Il deposito telematico dei contratti collettivi aziendali o territoriali cui sono connessi benefici contributivi o fiscali o altre agevolazioni, non rappresenta una vera e propria semplificazione per il datore di lavoro, ma non sembrerebbe neppure nascondere particolari insidie applicative.

Totalmente diverso, invece, il discorso legato alla tenuta telematica del LUL, a decorrere dal 1° gennaio 2017. Come ciò potrà essere reso possibile e operativamente praticabile è un mistero e tale rimarrà fino, almeno, al 24 marzo 2016, data entro la quale il Ministero del lavoro dovrebbe emanare il decreto contenente le modalità tecniche ed organizzative per l’interoperabilità, la tenuta, l’aggiornamento e la conservazione dei dati. Il fatto che la novità entrerà a regime dal 1° gennaio 2017 non fa ben sperare riguardo alla tempestività dell’emanazione del fondamentale decreto, ma staremo a vedere.

Semplificazione, ancora una volta telematica, quella che riguarda le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro, collocamento mirato, tutela delle condizioni di lavoro, incentivi, politiche attive e formazione professionale, ivi compreso il nulla osta al lavoro subordinato per cittadini extracomunitari nel settore dello spettacolo. Anche in questo caso, però, l’operatività della modifica è sospesa nell’attesa del decreto ministeriale che dovrebbe essere emanato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.lgs., ossia entro il 24 dicembre 2015. In questo caso è la data di scadenza che non fa ben sperare.

Vera semplificazione, sembra senza intoppi, è invece quella dell’abrogazione dell’autorizzazione preventiva per il lavoro all’estero in paesi extracomunitari. L’abrogazione, di fatto, liberalizza la circolazione di manodopera anche al di fuori dei confini dell’Unione Europea, dove la libertà di circolazione era già garantita.

Un accenno, infine all’introduzione dell’obbligo, a pena di decadenza di effettuare in modalità esclusivamente telematica le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Anche in questo caso l’operatività effettiva dipende, da un lato dai moduli che il Ministero del lavoro dovrà rendere disponibili sul proprio sito, e dall’altro dall’emanazione del decreto ministeriale attuativo, anch’esso atteso entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.lgs., che ci portano sempre al 24 dicembre 2015.

Riguardo a quest’ultima previsione emergono seri dubbi sul fatto che si tratti di una semplificazione, anche in considerazione del fatto che se la ratio era quella di contrastare le cd. dimissioni in bianco forse il Legislatore non aveva reale contezza della diffusione effettiva del fenomeno.

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