Giovedì, 16 Aprile 2015 10:19

Mediazione civile e commerciale, consulenti del lavoro protagonisti

Dal Consiglio Nazionale e dalla Fondazione Studi via alla campagna informativa

Consulenti, arretrato all'angolo

Mediazione fondamentale per smaltire le pratiche civili

Consulenti del Lavoro protagonisti nella risoluzione delle controversie. Grazie alla mediazione civile e commerciale, infatti, la categoria intende svolgere un ruolo fondamentale in questo settore proprio per la sua esperienza e preparazione professionale nonché per le naturali capacità negoziali che possiede.

A distanza di circa due anni dall'Istituzione dell'Organismo di mediazione di categoria, Fondazione studi su mandato del Consiglio nazionale ha varato una campagna di comunicazione finalizzata a sensibilizzare i clienti dei consulenti del lavoro sulle alternative alla giustizia ordinaria di per sé ingolfata da oltre 5 milioni di processi pendenti. Secondo il rapporto Doing Business 2014 della Banca Mondiale, un'impresa operante in Italia per ottenere il pagamento di un credito vantato nei confronti di altra azienda ricorrendo al giudice, deve attendere per un tempo anche triplo rispetto ai concorrenti operanti in altri Paese industrializzati. Si rivela così con evidenza come la lentezza dei procedimenti civili costituisca ostacolo alla crescita economica, oltre a dar vita a sistematiche violazioni del termine di ragionevole durata del processo (Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848) e facendo scattare il risarcimento economico (previsto dalla legge Pinto) a spese della collettività. Non solo. Il 17 marzo 2014 è stato pubblicato dalla Commissione Ue lo scoreboard dei sistemi di giustizia nella Ue per il 2014, da cui risulta che, a fronte di una riduzione dell'arretrato di cause in materia civile e commerciale, dovuta sia alla riduzione delle sopravvenienze (nel 2012 rispetto al 2010), sia al costante incremento della produttività dei magistrati italiani (dal 120 al 130% dal 2010 al 2012), i tempi di definizione delle medesime controversie continuano ad allungarsi passando dai 500 giorni del 2010 ai 600 giorni nel 2012.

Consapevoli dell'importanza di una adeguata diffusione e promozione, a tutti i livelli, di una cultura della risoluzione del conflitto in modo alternativo a quello del giudizio civile, il Consiglio nazionale ha posto molta attenzione ad una informazione mirata sia nei confronti dei dirigenti territoriali di categoria che dei singoli consulenti del lavoro. Molti sono infatti gli eventi e convegni organizzati a proposito dai vari Consigli provinciali che hanno visto la partecipazione del responsabile dell'Organismo, Alfio Catalano. Su tale versante l'informazione appare indispensabile, vuoi per le tante peripezie e i tanti ostacoli che si sono riscontrati nel percorso dell'istituto della mediazione, basti pensare alla soppressione dell'obbligatorietà per un certo periodo di tempo e all'istituzione della cosiddetta negoziazione assistita, vuoi per la presenza di una cultura prevalente nel nostro paese che è quella della lite e quindi della causa, anziché della risoluzione amichevole delle controversie. Il vantaggio di un accordo consiste, oltre che nel risolvere la controversia del momento, a migliorare i rapporti tra delle parti per il futuro anziché comprometterli definitivamente come avviene quando si ricorre ad una causa civile. Senza tralasciare che la strada della sentenza del giudice, essendo un provvedimento non concordato, lascia spesso scontente le parti, mentre la risoluzione amichevole che si può raggiungere con la mediazione, lascia le parti soddisfatte perché esse stesse hanno contribuito a raggiungerla attraverso l'avvicinamento delle rispettive posizioni.

Al fine di diffondere questa opportunità, si è provveduto ad intraprendere rapporti di collaborazione con altri organismi di mediazione presenti più da lungo tempo sul territorio per una sinergia sul versante del percorso formativo dei mediatori, dei tirocini cosiddetti assistiti, dell'assistenza e consulenza per le pratiche più complesse. L'Organismo di mediazione si sta diffondendo sempre di più sul territorio attraverso l'istituzione delle strutture amministrative presso i consigli provinciali e in alcune di esse si stanno svolgendo con successo pratiche di mediazione. I mediatori iscritti sono in aumento e la Fondazione studi che è ente accreditato per la formazione in materia di mediazione, organizza periodicamente corsi di formazione per mediatori, sia di base che di aggiornamento. Si tratta perciò di supportare il progetto già avviato e favorire tutte le sinergie possibili per realizzare gli obiettivi prefissati, cioè fornire nuovi strumenti e opportunità di lavoro ai colleghi e svolgere, nel contempo, un ruolo altamente sociale contribuendo a migliorare l'efficienza della giustizia in Italia.

Italia oggi del 14 aprile 2015

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