Giovedì, 27 Febbraio 2020 14:57

Arriva il Piano triennale di contrasto al caporalato

Prevenzione, più vigilanza e contrasto, uniti a protezione, assistenza e reinserimento socio-lavorativo per le vittime: sono i quattro assi strategici di intervento previsti dal primo "Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato" (2020-2022), approvato il 21 febbraio a Roma presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al termine di un lavoro che ha visto il coinvolgimento anche del Ministero delle Politiche Agricole, del Ministero per il Sud e la Coesione territoriale e del Ministero dell’Interno. Il piano - si legge sul sito del Ministero - rappresenta il frutto della collaborazione di tutte le Istituzioni impegnate a livello centrale, regionale e locale ed è aperto anche ad associazioni di categoria, sindacati e Terzo settore. Inoltre, è supportato dall'ILO (International Labour Organization) nell'ambito di un programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP) finanziato dalla Commissione Europea.

Partendo da una mappatura dei territori e dei fabbisogni di manodopera agricola, il Piano affianca interventi emergenziali e interventi di sistema o di lungo periodo, seguendo i quattro assi strategici che si declinano in 10 azioni considerate prioritarie e che coinvolgono, in un modello di governance multilivello, le diverse amministrazioni. In sintesi, tra le azioni prioritarie da mettere in campo: un sistema informativo con calendario delle colture, dei fabbisogni di manodopera e altri dati e informazioni utili per la pianificazione, gestione e monitoraggio del mercato del lavoro agricolo. Secondo, varare interventi strutturali, investimenti in innovazione e valorizzazione dei prodotti che migliorano il funzionamento e l'efficienza del mercato dei prodotti agricoli. Terzo, rafforzare la Rete del lavoro agricolo di qualità, l'espansione del numero delle imprese aderenti e l'introduzione di misure per la certificazione dei prodotti.

E ancora, pianificare dei flussi di manodopera e il miglioramento dell'efficacia e della gamma dei servizi per l'incontro tra la domanda e l'offerta (Cpi) di lavoro agricolo per prevenire il ricorso al caporalato; la pianificazione e attuazione di soluzioni alloggiative dignitose per i lavoratori del settore agricolo; prevedere soluzioni di trasporto per migliorare l'offerta di servizi adeguati ai bisogni dei lavoratori agricoli. Varare inoltre una campagna di comunicazione istituzionale e sociale per la prevenzione e sensibilizzazione sullo sfruttamento lavorativo. Infine, pianificazione e attuazione di un sistema di servizi integrati (referral) per la protezione e prima assistenza delle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura e rafforzamento degli interventi per la loro reintegrazione socio-lavorativa. A curare la segreteria del tavolo - si legge nella nota stampa - sarà la Direzione Generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro, che ha già impegnato 88 milioni di euro (su fondi FNPM, FAMI, FSE-PON Inclusione) in interventi contro lo sfruttamento lavorativo.

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