Martedì, 18 Febbraio 2020 14:48

Regime impatriati: necessaria la domanda al datore di lavoro

Con la risposta ad interpello n. 59 del 13 febbraio 2020, l'Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito alla possibilità per i lavoratori rimpatriati di fruire dell’agevolazione nel periodo di imposta di trasferimento della residenza in Italia, secondo quanto previsto dall'art. 16, comma 2, del decreto legislativo n. 147/2015 nella versione in vigore fino al 30 aprile. In particolare, l'Agenzia chiarisce che i benefici fiscali per i lavoratori impatriati si applicano anche se il trasferimento della residenza precede l'inizio dell'attività lavorativa in Italia, ma solo dall'anno in cui tali benefici vengono "dichiarati".

Il caso in esame riguardava un lavoratore italiano che, dopo aver lavorato all'estero, trasferisce la propria residenza in Italia a maggio 2017 e ad aprile 2017 stipula un accordo precontrattuale di lavoro con una società francese che lo assegna nella sede italiana. L'istante dichiarava di lavorare prevalentemente in Italia e di aver presentato la dichiarazione dei redditi per il 2017 senza l'applicazione degli incentivi e aveva chiesto conferma circa la possibilità di fruire dell'agevolazione dalla data di trasferimento della residenza in Italia (2017). In linea generale, per poter fruire del regime di detassazione dei redditi, i titolari di reddito di lavoro dipendente devono presentare una richiesta scritta al datore di lavoro poiché è quest'ultimo ad applicare il beneficio dal periodo di paga successivo alla richiesta e, in sede di conguaglio, dalla data dell'assunzione. Nelle ipotesi in cui il datore di lavoro non abbia potuto riconoscere l'agevolazione, il contribuente può fruirne, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, direttamente nella dichiarazione dei redditi. In questo caso il reddito di lavoro dipendente va indicato già nella misura ridotta.
Nel caso di specie, il lavoratore non avendo fatto richiesta al proprio datore di lavoro nel periodo di imposta di rimpatrio (2017) né nel periodo di imposta successivo (2018), e non avendo dato evidenza del rientro nelle relative dichiarazioni dei redditi, non può applicare il regime agevolato per i periodi di imposta (2017 e 2018). Tuttavia - chiarisce l’Agenzia - il lavoratore potrà fruire del regime in esame per i restanti tre periodi di imposta per il quinquennio agevolabile, per il quale può ancora presentare la dichiarazione dei redditi.

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