Venerdì, 14 Febbraio 2020 15:43

Corrispettivi elettronici: sanzioni solo dopo il 30.04.2020

Le sanzioni per mancata memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi indicate nell’articolo 2, comma 6, del d.lgs. n. 127/2015 vanno applicate solo in caso di operazioni riferite al II semestre 2019 successive al 30 aprile 2020 ovvero omesse dopo tale data, che coincide con la scadenza per la presentazione della dichiarazione IVA relativa al periodo d’imposta 2019. Resta fermo, quando ne ricorrono i presupposti, il diritto al ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del d.lgs. n. 472/1997. È la conclusione a cui giunge l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 6 del 10 febbraio, rispondendo ad una richiesta di chiarimento in ordine all’applicazione del comma 6-ter dell’articolo 2 del d. lgs. n. 127, che rinvia l’applicazione delle sanzioni nel I semestre di vigenza dell’obbligo, decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a 400mila euro e dal 1° gennaio 2020 per tutti gli altri operatori.

Richiamando la circolare n. 15/E del 2019 e il successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 236086 del 2019, si precisa che, nell’ipotesi in cui il contribuente con volume d’affari superiore a 400mila euro abbia emesso fatture in luogo della memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi ovvero, nelle more di dotarsi di registratore telematico (RT) per l’effettuazione di tale adempimento, abbia emesso scontrini o ricevute fiscali secondo la precedente normativa, nel I semestre di vigenza dell’obbligo e fino al momento di disponibilità dell’RT può: certificare i corrispettivi per mezzo di scontrini e ricevute fiscali; inviare i relativi dati entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione; liquidare comunque correttamente e tempestivamente le imposte. Non sussiste invece l’obbligo di memorizzazione e trasmissione laddove, in luogo di scontrini ovvero ricevute fiscali, le operazioni siano state documentate tramite l’emissione di fatture ai sensi degli artt. 21 e 21-bis del D.P.R. n. 633/1972 (decreto IVA) o per coloro che svolgono le attività espressamente esonerate con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

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