Lunedì, 04 Marzo 2019 17:45

Riposo giornaliero e settimanale, come funzionano

Nel corso di una giornata lavorativa, esclusivamente qualora il lavoratore sia impegnato per più di 6 ore, deve poter avere un momento di pausa, per recuperare le energie psicofisiche.

Tale pausa, il cui diritto sorge esclusivamente al superamento delle 6 ore di lavoro giornaliero, è l’unica introdotta dalla norma.

La durata e le modalità per godere della medesima sono stabilite dai contratti collettivi (cc), cui la legge fa esplicito riferimento. In mancanza di una disciplina contrattuale, è stabilito che la pausa debba durare non meno di 10 minuti.

Il lavoratore ha il diritto di godere di un riposo più lungo e continuativo tra 2 giornate lavorative, la cui durata minima è stabilita dalla norma in 11 ore consecutive. Da questo principio, indirettamente, è possibile ricavare quale sia il massimo delle ore lavorabili in un giorno: 13, al lordo delle pause predette.

Il riposo di 11 ore deve essere consecutivo, fermo restando l’esistenza di due eccezioni: nel caso di un orario di lavoro, che per necessità dell’attività da svolgere, si caratterizzi di periodi frazionati durante la giornata e nel caso vi siano accordi tra datore e lavoratore riguardanti la reperibilità di quest’ultimo, nel rispetto del cc in materia e limitate a ragioni e periodi di tempo predeterminati.

Il lavoratore ha diritto ad un giorno di riposo, inteso come periodo continuativo di 24 ore, ogni 7 giorni, il quale si deve cumulare con il riposo giornaliero anzidetto, la cui quantificazione minima è pari a 11 ore consecutive. Pertanto, il lavoratore ogni 7 giorni ha il diritto di godere di almeno 35 ore consecutive di riposo.

Così come gran parte della normativa in tema di orario di lavoro, anche questa disposizione è da considerarsi come media su un periodo massimo di 14 giorni.

La norma fa riferimento alla domenica nel riconoscere il riposo settimanale, individuando, tuttavia, alcune situazioni in cui il medesimo possa essere fruito in un giorno diverso e, in particolare, quando vi sia una turnazione particolare del personale, o (tra le altre ipotesi) quando nella produzione siano impiegati impianti e macchinari peculiari, o il trattamento di materie prime deteriorabili, o ancora nella vendita al dettaglio.

Esistono, tuttavia, alcune eccezioni al diritto al riposo settimanale, in relazione al tipo di attività e alle modalità di svolgimento (trasporti ferroviari, lavoro a turni). I cc, inoltre, possono introdurre una diversa regolamentazione. Informazioni presso i Consulenti del Lavoro.

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