Venerdì, 15 Febbraio 2019 17:27

Maternità post partum, dal 2019 astensione per 5 mesi

Dal 2019, per le gestanti sarà possibile lavorare fino al 9° mese di gravidanza ed usufruire dei 5 mesi di astensione dopo il parto. L’astensione obbligatoria di maternità ordinaria è prevista dai 2 mesi antecedenti la data presunta del parto, fino ai 3 mesi successivi alla data effettiva dell’evento. La legge di bilancio 2019 (art. 1 comma 485) ha riconosciuto alla lavoratrice in gravidanza la facoltà di collocare post partum l’intera astensione obbligatoria di 5 mesi. Con l’inserimento di un nuovo comma al testo del decreto (art. 16 TU Dlgs n.151/01) in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità,è ora previsto che sia riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoroesclusivamente dopo l'evento del parto, entro i cinque mesi successiviallo stesso, a condizione che  il medico specialista del Serviziosanitario nazionale (o con esso convenzionato) e il medico competenteai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro,attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute dellagestante e del nascituro. Ricordiamo che il diritto al congedo è previsto anche in caso di adozione o affidamento di minori.

La norma pone il divieto di adibire al lavoro le donne durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto;ove il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto;durante i 3 mesi dopo il parto;durante i giorni non goduti prima del parto, ove il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta con la precisazione che tali giorni si aggiungono al periodo di congedo di maternità dopo il parto, anche qualora la somma dei 2 periodi superi il limite complessivo di 5 mesi.

Il divieto di svolgimento dell’attività lavorativa può essere anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici siano occupate in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, sono da ritenersi gravosi o pregiudizievoli. In via ulteriore l’Ispettorato del lavoro può disporre l’interdizione anticipata dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza fino al periodo di astensione obbligatoria: nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dal particolare stato della donna; quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni. Info dai Consulenti del Lavoro.

 

 

 

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