Giovedì, 06 Dicembre 2018 15:45

Comunicazione Inps su Portale Ticketing

1. #118 - Quando è necessario chiedere di forzare i semafori presenti nel Fascicolo Elettronico Aziendale?

Come precisato nel messaggio Hermes n.3082/2018, con l'entrata in vigore del sistema DPA, coerentemente con la logica che supporta la procedura DOL e l'emissione del provvedimento di regolarità, non è più possibile né necessario che gli operatori di sede effettuino la forzatura delle irregolarità presenti nel Fascicolo Elettronico Aziendale (semafori rossi). I semafori rossi non devono essere forzati - e la forzatura, di conseguenza, non deve essere chiesta nemmeno alla Direzione centrale Entrare e Recupero crediti - in quanto denotano una situazione in cui la regolarità, sebbene rilevata, non è stata ancora definita ed eventuali note di rettifica presenti in procedura Gestione Contributiva non saranno notificate né produrranno effetti negativi a carico delle aziende. Le richieste di forzatura, quindi, dovranno e potranno riguardare solo i semafori rossi con lucchetto, che identificano una situazione di irregolarità accertata e definita in carico all'azienda. Tuttavia, qualora dovesse emergere che l'irregolarità contraddistinta dal semaforo rosso con lucchetto dipende da una verifica di regolarità definita in maniera non corretta (ad esempio estinzione dei debiti per pagamento effettuato oltre i quindici giorni dalla notifica dell'invito a regolarizzare, ma prima dell'emissione dell'esito della verifica), la sede dovrà procedere all'annullamento del provvedimento errato, secondo la procedura e le modalità previste nei messaggi n. 3082/2018, n.2648/2018 e n.2267/2018. Quindi, la forzatura dei semafori rossi con lucchetto potrà essere chiesta solo per situazioni residuali ed eccezionali. Si segnala, infine, che il nuovo sistema DPA e l’eventuale esito positivo della regolarità contributiva non può, chiaramente, impattare su mensilità già definite irregolari (semaforo rosso con lucchetto) per effetto di precedenti attività di verifica.
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2. #89 - A chi posso inviare richiesta di assistenza per problemi relativi alla Procedura “Gestione Contributiva”?

Tramite link all’interno della Web App di gestione Contributiva: sarà presente una nuova voce di menu “Ticket” che conterrà al suo interno due sottovoci, “FAQ” e “Crea Ticket”. La pagina “Nuovo Ticket” consentirà all’utente di inserire le informazioni necessarie all’apertura del ticket La creazione del ticket prevede la selezione e l’inserimento di alcune informazioni obbligatorie e non, richieste a prescindere dalla funzionalità selezionata:

• Applicazione: l’applicazione nella quale si è riscontrata l’anomalia.

• Ambito: la macro funzionalità oggetto dell’anomalia.

• Funzionalità: per ciascun ambito si deve indicare l’operazione che si stava effettuando.

• SessionId: è il codice che consente al supporto tecnico di individuare l’anomalia.

• Sede: sede operativa (selezionata per default in base alla sede dell’operatore).

• Oggetto: breve dicitura che rappresenta il “Summary” del ticket Remedy.

• Descrizione Anomalia: descrizione dettagliata dell’anomalia riscontrata. A seconda della funzionalità selezionata, nel form appaiono altri campi obbligatori e utili all’individuazione delle cause che hanno scatenato l’anomalia. (vedi manuale)
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3. #90 - Quali sono i dati che devono essere indicati per effettuare la segnalazione?

Come già chiarito con PEI della DCE del 27/07/2016, si ricorda che è opportuno indicare il tipo di intervento che si chiede (es. ricostruzione Vig/nota di rettifica …..) e i dati utili per la migliore gestione delle segnalazioni. La procedura guida l’operatore nella compilazione.
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4. #91 - Come posso intervenire per definire le denunce in stato errato “avviso”?

Le denunce contributive che non hanno superato la fase di Verifica vengono segnalate in stato “avviso”. Rimangono in evidenza per 90 giorni massimo , per il controllo amministrativo e la definizione. L’operatore di sede, comunque, ha a disposizione la forzatura puntuale per il passaggio in stato corretto anche prima dei 90 giorni. Trascorsi 90 giorni dalla data di presentazione della denuncia, si procede alla forzatura centralizzata in stato corretto mediante elaborazione batch (messaggio n. 7628/2014).
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5. #92 - Come posso intervenire per definire le denunce in stato errato “errore”?

(msg 400/2017, allegato 1) Per le denunce con errore bloccante (rosso) si rende necessario uno specifico intervento e devono, pertanto, essere oggetto di particolare attenzione. Infatti, come noto, esse non passano le fasi di verifica ed abbinamento, per cui né vengono generate eventuali note di rettifica né viene avviato il recupero dell’eventuale credito da insoluto, totale o parziale. Con msg 400/2017 e allegato, vengono riportate le modalità operative relative alla definizione delle denunce in stato “errato”.
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6. #93 - Posso estrarre le denunce in stato errato per tipologia di errore?
Le denunce in stato errato possono essere estratte in file excell con riferimento alle codifiche di errore presenti per ogni sede e per un periodo massimo di un anno.
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7. #94 - Quando devo modificare lo stato da errato in respinto?
In presenza di variazione da integrare per la definizione di una denuncia in stato errato l’operatore di sede DEVE attivare la funzione “respingi”. La procedura in tal modo propone la funzione di “integra” alla denuncia in stato errore.
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9. #96 - Quando devo intervenire con la variazione interna?

Come indicato nel messaggio 400/2017, per le denunce in stato errato, trascorsi infruttuosamente 45 giorni dall’invio delle richieste di intervento da parte della sede nei confronti dell’azienda/ intermediario, l’operatore di sede deve procedere alla definizione d’ufficio. In presenza di qualifica o tipo contribuzione incompatibile con le caratteristiche contributive aziendali, i relativi dati dovranno essere modificati con le compatibilità in essere all’azienda mediante flussi di variazione interna.
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10. #97 - Come posso verificare il contenuto del flusso di variazione?

Con il messaggio n. 3053/2017 è stato comunicato l’aggiornamento della procedura di consultazione e visualizzazione dei Flussi Mensili. (console) In particolare sono stati istituiti appositi stati per le denunce in verifica ispettiva, Frozen o potenzialmente prescritte. Nella sezione “Variazioni”, viene visualizzato il contenuto del file, sia per la denuncia aziendale che individuale, con l’esposizione dei dati con valenza contributiva. Ciò consente dunque di verificare i dati, in attesa che venga prodotto eventuale VIG in Gestione Contributiva.
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11. #98 - Quando una variazione fallisce?

La variazione è integrabile nel DM2013 errato solo ed esclusivamente se rispetta il totale a debito e il totale a credito della denuncia. La variazione è integrabile nella nota di rettifica attiva o passiva esclusivamente se rispetta il saldo della denuncia. L’operatore di sede può , prima di integrare , verificare attraverso l’apposita funzione la corrispondenza dei dati tra la denuncia originaria e la variazione. Se non vi è corrispondenza e la variazione viene integrata la variazione fallisce.
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12. #99 - Come definisco una denuncia o una nota di rettifica con presenza di dati errati per conguagli relativi a CIG aggregata ante dlgs 148/2015?

Con messaggio 000397 del 27/01/2017 sono state fornite indicazioni in merito alla gestione variazioni e regolarizzazioni per importi di cassa integrazione aggregata. La procedura in fase di verifica controlla che i conguagli di cassa integrazione siano congruenti con l’autorizzazione esposta. A titolo esemplificativo si riportano le modalità di variazione relative alla presenza di conguaglio ricostruito con codice “0039” da modificare in “G400”. In fase di variazione è necessario eliminare l’importo del conguaglio esposto in < GestioneCIG > \ < CIGOrdACredito > \ < IndOrdinaria > e inserire lo stesso importo in < DatiRetributivi/GestioneCIG/CIGOrdACredito/CIGOACredAltre > Causale : “G400” (Integr.salar.ord.non soggetta a contrib. Addizionale). In presenza di contributo addizionale per le autorizzazioni ante decreto, lasciare invariato sia codice che importo. La procedura di calcolo addebiterà o restituirà il contributo. Con le stesse modalità operative possono essere richieste le variazioni relative alle varie codifiche di cassa integrazione ordinaria- straordinaria e solidarietà. Tali operazioni possono essere svolte sia dall’operatore di sede che dall’azienda/consulente.
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13. #100 - Come devo operare in presenza di nota di rettifica per addebito Eccedenza Cig (ECGO-ECGSECGD) in stato definita?

La procedura di calcolo del conguaglio cig addebita le differenze di importo CIG, creando il relativo codice di servizio, non potendo imputare le differenze al singolo lavoratore. Per il riconoscimento dell’importo addebitato con i codici di servizio, deve essere effettuato un flusso di regolarizzazione secondo le seguenti modalità:
• in presenza di codice diverso da quello utilizzato per il conguaglio originale, deve essere riportato l’importo spettante nell’apposito elemento o il corrispondente codice;

• in presenza di diversa o nuova autorizzazione rispetto a quella esposta nel flusso originario, l’importo della nuova autorizzazione deve essere sommato a quello già esposto nell’elemento o codice originariamente trasmesso e non riconosciuto. la sola variazione di un numero autorizzazione CIG non comporta la ricostruzione di un VIG.

La procedura ricostruirà una proposta vig utile alla definizione della nota di rettifica addebitata. L’operatore di sede dovrà sempre effettuare il controllo amministrativo della legittimità del credito.
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14. #101 - Come si contabilizzano e si inviano alla “Gestione debiti” di Gestione Contributiva le note di rettifica passive giacenti in EAP?

Con i messaggi n. 125/2016, 4234/2016. e n. 857/2017 sono state date indicazioni per le fasi di contabilizzazione e invio alla Gestione dei Debiti delle Note di Rettifica Passive Giacenti in Eap.
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15. #102 - Come si definisce una nota di rettifica in presenza di conguaglio indebito già restituito dall’azienda con codice di restituzione sul flusso di un periodo di competenza diverso?

In presenza di importi indebiti oggetto di restituzione con i codici relativi (es: conguaglio di malattia rigo 52 indebito e restituzione con codice E775) per gestire correttamente l’addebito con nota di rettifica, dovrà essere definita la nota di rettifica con passaggio a NRC e inviato un flusso di variazione eliminando il codice e l’importo relativo alla restituzione. La procedura crea una proposta vig a debito da utilizzare in compensazione con il credito della nota di rettifica.
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16. #103 - Quale procedura bisogna seguire per effettuare la regolarizzazione del flusso contenente il recupero degli assegni famigliari arretrati codice L036?

L’invio dovrà essere effettuato secondo le disposizioni fornite con messaggio n. 4973/ 2016. Il flusso Individuale di regolarizzazione dovrà contenere tutti i dati originariamente trasmessi con l’aggiunta del codice L036 e del relativo importo.
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17. #104 - Il conguaglio degli assegni nucleo famigliare arretrati codice L036 in denuncia contributiva non può eccedere il limite di Euro 3000. Tale limite è mensile per ciascun dipendente? Deve intendersi cumulativo per tutti i recuperi di ANF arretrati effettuati per il singolo dipendente?

Il limite di 3000,00 euro da esporre nel flusso , codice L036, è mensile e si riferisce all'importo erogato al singolo dipendente. Se il dipendente ha diritto ad un importo arretrato maggiore, l’eccedenza non può essere indicata e conguagliata nella denuncia mensile.
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18. #105 - Se il valore complessivo degli ANF arretrati supera il tetto massimo di 3.000€ (es. €5.000) va applicato il tetto di 3000 e l’eccedenza va gestita con procedura di regolarizzazione oppure tutte le 5000 devono essere gestite con i flussi di regolarizzazione?

Il flusso nel quale esporre il recupero degli ANF codice “L036”, deve essere quello relativo al mese di erogazione degli arretrati. Qualora l’importo da conguagliare sia maggiore di euro 3000, si procederà all’invio di un flusso di regolarizzazione sempre sul mese di erogazione o per l’intero importo (5000 euro), oppure per la differenza rispetto a quanto conguagliato sul flusso base (2000 = 5000- 3000)
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19. #106 - Il "tetto massimo di 3.000€ deve essere riferito a ciascuna domanda di arretrati ANF pertanto, in caso di due distinte domande di arretrati relative a periodi diversi, sarà possibile gestire in Uniemens per ben due volte il tetto massimo di 3.000€? oppure tale tetto deve essere considerato a livello complessivo annuo, nel senso che nel 2017 a novembre si potrà recuperare €3000 e dal 2018 sarà possibile recuperare altri 3000€?

No, il tetto massimo dei 3000 euro è riferito all’importo conguagliato nel mese di erogazione degli arretrati a prescindere dal numero di domande presentate dal singolo lavoratore.
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20. #107 - Cosa significa che un debito è bloccato?

Come specificato nel messaggio 4207/2016 nel caso in cui, a seguito di accertamenti amministrativi/ispettivi, sopraggiunti dopo la creazione del debito, si determini la necessità di mantenere il debito in sospeso in attesa dell’esito dell’accertamento con la funzione “blocca debito” si rende temporaneamente non lavorabile la partita. La funzione può essere attivata dal profilo operatore, responsabile, direttore o suo delegato. Cliccando sul pulsante, come causale del blocco compare in automatico “Crediti in accertamento”, e viene chiesta la compilazione del campo note, in cui inserire informazioni aggiuntive sui motivi del blocco. Attivando il tasto blocca, viene chiesta la conferma, e a conferma avvenuta il debito risulta “Debito bloccato”. L’unica inadempienza con cui si può abbinare un debito bloccato è l’insoluto TS 27 pari periodo; pertanto cliccando su Abbina RC, non verrà visualizzata alcuna inadempienza, né del NRC né di EAP, se non corrisponde alla tipologia indicata. E’ prevista la possibilità di sbloccare il debito solo per il Profili Direttore o Delegato del Direttore. Tramite accesso dal menù Debiti “Ricerca debiti bloccati” è possibile attivare il tasto Sblocca Debito, che lo rende di nuovo lavorabile per l’abbinamento con i tutti i crediti esistenti.
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22. #109 - E’ possibile effettuare una regolarizzazione per adesione/revoca Fondo interprofessionale?

Non è possibile effettuare regolarizzazioni per l’adesione/revoca tardiva dei fondi, la normativa stabilisce chiaramente che Adesione e Revoca devono essere effettuate contestualmente, come previsto dalla circolare 107/2009 punto 3.2. Quindi le aziende interessate alla mobilità tra Fondi interprofessionali, dovranno attenersi alle seguenti modalità: - comunicare la revoca dal precedente Fondo, utilizzando i codici “REVO” e/o “REDI”; - inserire, contestualmente, il codice del nuovo Fondo al quale intendono trasferirsi. Non possono essere prese in considerazione modifiche di adesioni a Fondi non accompagnate da espresse e contestuali indicazioni di revoca. Nei casi di mobilità tra Fondi, l’Istituto attribuirà al nuovo Fondo prescelto le risorse economiche a partire dal mese di competenza del DM10 - se trasmesso entro i termini di scadenza - nel quale la mobilità viene indicata. In caso di trasmissione tardiva verrà presa in considerazione la data di trasmissione.
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23. #110 - In quali casi la procedura non ricostruzione mai una proposta vig?

In presenza di regolarizzazioni per quote associative, interessi di differimento e variabili contributive.


24. #111 - Cosa succede in presenza di variazioni di imponibile e variabili retributive? La proposta vig si ricostruisce?

La proposta vig non si ricostruisce se sono state modificate le variabili. Occorre contattare l’intermediario e chiedere la modifica degli importi relativi alle variabili gli stessi saranno oggetto di regolarizzazione nel mese di competenza.
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25. #112 - Quando devo segnalare la mancata ricostruzione di un Vig?

Trascorso il tempo tecnico (non inferiore a 10 giorni), prima di segnalare la mancata ricostruzione, occorre effettuare una disamina dei dati oggetto di regolarizzazione. Non vengono prese in considerazioni regolarizzazioni che non producano effetti contributivi, ovvero in assenza di differenze tali da creare il titolo regolarizzativo. (ad esempio variazione della sola autorizzazione cig)
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26. #113 - Cosa devo fare in presenza di proposta Vig di tipo “E” in errore (bollino rosso)?

L’operatore deve effettuare un’analisi amministrativa dell’errore. In presenza di denunce di tipo E con codici incompatibili con le caratteristiche contributive aziendali o individuali, la verifica e calcolo della proposta vig, non segnala gli importi come indebiti ma li indica come errati, quindi l’operatore deve richiedere la ritrasmissione del flusso con i dati compatibili. In assenza di definizione della proposta vig in errore , la stessa deve essere rifiutata.
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27. #114 - Cosa devo fare in presenza di proposta Vig di tipo “G” in errore (bollino rosso)?

In presenza di proposta vig di tipo “G” in errore occorre distinguere il periodo di riferimento della denuncia. Per i periodi fino a 11/2012, possono verificarsi disallineamenti tra quanto inviato dall’intermediario e quanto presente negli archivi ex EAP a causa di interventi da parte dell’operatore di sede sul DM10. In questi casi in presenza di proposte vig tipo G errate, l’operatore deve segnalare all’apposita casella indicando il dato della denuncia DM presente in archivio centrale. Es: 1G10 ammesso solo in presenza di c.a.4A o 4B. La sede ha definito la denuncia riciclata in ex EAP modificando in 1G00 senza intervenire sul conto individuale.
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28. #115 - Quali sono le caselle istituzionali di supporto?

Gest.softwaredicontrollo@inps.it: in generale si occupa dell’assistenza alle procedure e opzioni presenti nel sito www.inps.it utilizzate dagli utenti, riferite all’area aziende con dipendenti. Più nel dettaglio: - errori esposti dal software di controllo UniEmens durante l’elaborazione dei file da parte degli utenti, - problemi nel sito in fase di invio dei file UniEmens, - problemi nelle procedure di Compilazione on line/Variazione/regolarizzazioni presenti nel sito riferite a UniEMens, EMens, DM10, - procedura Consultazione errori UniEMens nel sito www.inps.it, - problemi legati al Cassetto previdenziale, - deleghe delle aziende a intermediari per l’invio dei flussi UniEmens, escluse le deleghe riferite alla Gestione separata. Supporto.contoindividuale@inps.it: Si occupa dell’assistenza su procedure riconducibili al conto individuale dei lavoratori dipendenti. Più nel dettaglio: - errori o anomalie presenti in consultazione di UniEMens Totale annuo, per es. assenza o mancata totalizzazione denunce UniEmens in estratto, - Hydraweb, - problemi nella procedura di Acquisizione/Variazione/Eliminazione UniEMens interna (nella Intranet), - problemi nella procedura di Acquisizione/Variazione su posizioni assicurative ante 2005, - consultazione Estratto conto Tesoreria, - procedura TFR Aziende (sia in intranet che nel sito, utilizzata dagli utenti). Si ricorda che, per il supporto alle sedi, esistono anche due caselle istituzionali relative alle problematiche del Recupero Crediti : RCDM@inps.it per la procedura RC EAP (4654) Supporto.RCDM@inps.it per il nuovo RC Con l’introduzione del nuovo sistema viene chiusa la casella GestioneDm10-Vig@inps.it
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29. #116 - L'obbligo di denuncia contributiva può essere considerato assolto con l'invio di un flusso squadrato?
No. Come chiarito nel messaggio Hermes n.5207/2015, con la trasmissione di flussi squadrati non può ritenersi assolto l'obbligo contributivo e tali flussi non alimentano neppure le posizioni individuali, in quanto sono ritenuti tamquam non esset. L'obbligo di denuncia viene assolto solo con la trasmissione del flusso di quadratura e dalla data di trasmissione decorre il calcolo di eventuali sanzioni per ritardato pagamento.
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30. #117 - Come posso versare i contributi dovuti su somme corrisposte ai dipendenti sulla base di disposizioni contenute in norma di legge o di contratto aventi effetto retroattivo?

Il pagamento degli arretrati e il versamento della relativa contribuzione dovranno essere effettuati dal datore di lavoro entro il termine di adempimento fissato dalla norma o dalla contrattazione collettiva, con assoggettamento dell’imponibile alla contribuzione dovuta a tale data (art.6, comma 9, del d.lgs. n.314/1997). Nell’ipotesi di posizione contributiva attiva, per i lavoratori destinatari degli arretrati e tuttora in forza, l’importo spettante verrà sommato all’imponibile corrente, con versamento della contribuzione dovuta; i lavoratori non più in forza, dovranno, invece, essere indicati con il codice NFOR, nell’elemento TipoLavStat , senza valorizzare le settimane, i giorni retribuiti e il calendario giornaliero. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro non abbia una posizione contributiva attiva, ai fini dell’adempimento, è necessario che lo stesso chieda alla sede Inps competente la riattivazione della posizione sospesa, limitatamente alla mensilità necessaria a trasmettere il flusso UniEmens; i lavoratori saranno contraddistinti con il codice NFOR, nell’elemento TipoLavStat , senza valorizzare le settimane, i giorni retribuiti e il calendario giornaliero. Ai fini del pagamento della contribuzione dovuta, nel modello F24, sarà necessario indicare il periodo di competenza del flusso e utilizzare la causale contributo ordinaria DM10; il versamento effettuato nel termine di legge fissato per la singola denuncia e nel rispetto del termine massimo stabilito dalla contrattazione collettiva o previsione legislativa non comporterà l’addebito di sanzioni civili. Eventuali retribuzioni e contribuzioni riferite a periodi pregressi, ma non rientranti nelle fattispecie individuate dalla norma richiamata, dovranno essere gestite con il meccanismo delle regolarizzazioni contributive.
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