Martedì, 13 Novembre 2018 14:46

Equo compenso da rafforzare per valorizzare i professionisti italiani

Introdurre nel Def una norma per rafforzare l'equo compenso per i professionisti italiani, specie in favore dei più giovani, considerato anche la ricchezza prodotta dall'intero comparto professionale che si aggira intorno ai 77 miliardi di euro, quasi il 6% del Pil regolare nel 2016.

Una richiesta emersa nel corso del convegno di studi "Le professioni tra autonomia e regolazione pubblica" in memoria di Piero Alberto Capotosti, organizzato dal CUP e dall'Università Luiss Guido Carli di Roma. Una giornata di lavori nel corso della quale è stato presentato il secondo rapporto sulle professioni regolamentate in Italia curato dal CRESME per conto del Comitato Unitario delle Professioni. Dai dati emerge come, nonostante la crisi economica che ha interessato il Paese a partire dal 2008, le professioni continuano ad essere attrattive per i giovani italiani. Sono infatti oltre 2,3 milioni i soggetti iscritti agli albi a fine 2016, praticamente 38 ogni mille abitanti, quasi 680 mila in più di quanto si registrava nel 2000.

Per questo motivo, per la Presidente del CUP, Marina Calderone, è "importante ribadire l'autonomia delle professioni, il valore sociale del loro impegno, ma soprattutto quelle che sono le proposte per un Paese che deve valorizzare i corpi sociali intermedi".

Guarda il servizio

Guarda l'intervista a Marina Calderone, Presidente CUP e Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro

Guarda l'intervista a Armando Zambrano, Coord. RPT e Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri

Guarda l'intervista a Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio Nazionale Assistenti sociali

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