Venerdì, 27 Novembre 2020 15:25

Caos contributi a fondo perduto Ristori "bis" e "ter"

I colori delle Regioni cambiano e potrebbe essere l’inizio del caos in tema di ristori e finanziamenti. È quanto fatto notare dai Consulenti del Lavoro in un articolo pubblicato sul Corriere.it del 25 novembre in cui si spiega a chi spettano i contributi a fondo perduto previsti dai decreti Ristori "bis" e "ter", l'importanza del requisito territoriale per l'accesso al finanziamento e le criticità applicative dovute ai colori delle Regioni (giallo, arancione e rosso) in base al rischio epidemiologico che sono in continuo aggiornamento in base alle ordinanze del Ministero della Salute. Il decreto Ristori bis ha disposto l'ampliamento della platea dei beneficiari esclusi dal primo decreto ristori ed esteso i contributi alle attività che subiranno maggiormente gli effetti delle nuove restrizioni nazionali e locali introdotte dal Dpcm del 3 novembre 2020. A queste si sono aggiunte quelle previste, con ulteriori stanziamenti di risorse per il 2020 e l’allargamento anche al commercio al dettaglio di calzature e accessori, dal decreto Ristori ter in vigore dal 24 novembre. Ma per avere accesso ai contributi diventa fondamentale il domicilio degli operatori in zona "rossa" o "arancione". I decreti però non prevedono espressamente le aree a un determinato momento ma rinviano alla classificazione di volta in volta aggiornata con le ordinanze ministeriali. "La classificazione delle Regioni nei vari colori crea diversi problemi applicativi per le richieste del contributo", spiega la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone. "È quanto mai necessario introdurre una esplicita previsione normativa perché l’adeguarsi alle disposizioni in base al colore di appartenenza della regione in cui si opera e sulla base di singole scelte dell’imprenditore è rischioso. E non può che rivelarsi foriero di contenzioso".  

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