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Martedì, 16 Giugno 2020 17:05

Le Novità Normative della Settimana dall'8 al 14 giugno 2020

Emergenza Covid-19: in Gazzetta  le nuove misure

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 giugno 2020, n. 147 il Decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 11 giugno 2020 recante nuove misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Decreto conferma le raccomandazioni a professionisti e imprese relativamente al massimo utilizzo del lavoro agile per lo svolgimento della prestazione.

Sarà nuovamente possibile svolgere in presenza i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza, a condizione che siano rispettate le misure contenute nel«Documento  tecnico  sulla  possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall’INAIL.

Saranno, inoltre, consentite le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo, così come le attività di centri benessere, centri termali, culturali e centri sociali, soltanto a condizione che Regioni e Province Autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento di tali attività con l’andamento della curva epidemiologica.

Infine, in materia di spostamenti da e per l’estero, è aumentato a 120 ore (5 giorni) il periodo massimo di permanenza senza obbligo di quarantena domiciliare per chi fa ingresso nel territorio nazionale per ragioni di lavoro, così come per il personale di imprese o enti aventi sede legale o secondaria in Italia che va all’estero per comprovate ragioni lavorative.

 


INPS

 

Avvio della nuova procedura per la presentazione delle domande peri nuovi bonus per servizi di baby-sitting

L’INPS, con il messaggio n. 2350 del 5 giugno 2020, informa che è possibile presentare la domanda per i nuovi bonus per i servizi di baby sitting e per l’iscrizione ai centri estivi e servizi integrativi per l’infanzia.

Possono accedere alla prestazione:

  • Entrambi i genitori devono lavorare e non devono essere percettori di prestazioni Covid-19 (es. Cassa integrazione).
  • coloro che non hanno presentato la domanda per il bonus baby sitting con possibilità di vedersi riconosciuto un importo pari ad un massimo di 1.200 euro;
  • coloro che hanno già fruito del bonus per i servizi di baby-sitting per un importo massimo di 600 euro, in questo caso verrà erogata una integrazione per i restanti 600 euro.

L’INPS ricorda, inoltre, che la prestazione è incompatibile con il congedo parentale straordinario e non può essere fruita per gli stessi periodi per i quali è stato rimborsato il bonus asilo nido.

 

Esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli

Con la circolare n. 72 del 9 giugno 2020, l’INPS pubblica le  istruzioni  riguardanti l'esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali per le nuove iscrizioni alla previdenza agricola effettuate nell’anno 2020.

La Legge di Bilancio 2020 (n.160/2019), all’articolo 1 coma 503 ha previsto un incentivo per i coltivatori diretti e gli imprenditori  agricoli professionali al di sotto dei 40 anni che si iscrivano alla relativa previdenza tra il 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. L’incentivo consiste nell’esonero contributivo al 100% per due anni.

L’esonero in questione non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.

 

Contratti a termine in agricoltura per i percettori del Reddito di cittadinanza

L’INPS, con il messaggio n. 2423 del 12 giugno 2020, rende noto le istruzioni sulla possibilità, da parte dei percettori di Reddito di Cittadinanza di stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti.

In particolare l’Istituto precisa che, in tali casi, il lavoratore percettore del Reddito di Cittadinanza non è tenuto alla trasmissione del modello “RdC/PdC – com Esteso” per la comunicazione dei redditi percepiti.

In caso di ulteriore rinnovo, invece, il lavoratore interessato deve effettuare la comunicazione dei redditi presunti, in virtù del superamento del periodo massimo di durata del rapporto di lavoro previsto dalla legge.

 


AGENZIA DELLE ENTRATE

 

Istituito il codice tributo per il credito d'imposta affitti

Con la risoluzione n. 32 del 6 giugno 2020, l'Agenzia delle entrate  istituisce il codice tributo per consentire da oggi l’utilizzo in compensazione del detto credito d’imposta sui canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e sull’affitto d’azienda. Il codice tributo, da presentare tramite modello F24, esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle entrate, è il “6920”, denominato “Credito d’imposta canoni di locazione, leasing, concessione o affitto d’azienda - articolo 28 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”.

Il credito d’imposta spetta agli esercenti attività d’impresa, arte o professione nella misura del 60% dell'ammontare mensile del canone di locazione, leasing o concessione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo.

 

Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda

L'Agenzia delle entrate, con la circolare n. 14 del 6 giugno 2020 fornisce i primi chiarimenti di carattere interpretativo e di indirizzo operativo sull’utilizzo della misura agevolativa introdotta dall’articolo 28 del decreto “Rilancio”, che per contenere gli effetti economici negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica, riconosce un credito d’imposta commisurato all’ammontare dei canoni di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo, o dei canoni dovuti in relazione a contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda che comprendono almeno un immobile a uso non abitativo.

Condizione per fruire della misura agevolativa è che gli esercenti attività economica abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente

 

Contributo a fondo perduto al via dal 15 giugno

Con provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020 vengono definite le modalità operative e la finestra temporale nella quale i soggetti titolari di reddito d’impresa, di lavoro autonomo e agrario potranno richiedere l’erogazione del contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto “Rilancio”. L’accesso ai fondi previsti per il sostegno degli operatori economici danneggiati dalla perdita di fatturato dovuta all’emergenza da Coronavirus, avverrà mediante la presentazione di un’istanza in modalità elettronica, da inviare all’Agenzia a partire dal 15 giugno e fino al 13 agosto 2020. Nel caso di eredi che proseguono l’attività di contribuenti deceduti, la presentazione dovrà attendere il 25 giugno e dovrà concludersi nei sessanta giorni successivi. Per la predisposizione e l’invio dell’istanza, gli operatori economici potranno avvalersi degli intermediari già delegati al loro Cassetto fiscale ovvero al servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche” del portale “Fatture e Corrispettivi”. Le procedure da utilizzare potranno essere due: l’uso di software privati per la compilazione - realizzati in conformità alle specifiche tecniche allegate al provvedimento - e del canale telematico Entratel/Fisconline per l’invio oppure una procedura web gratuita che sarà accessibile a breve all’interno del portale “Fatture e corrispettivi”.

 

Chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 15 del 13 giugno 2020, pubblica i chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto, delineando requisiti e condizioni da rispettare per accedere al contributo. In particolare, il documento di prassi analizza in modo puntuale i passi da compiere per richiedere e ottenere il beneficio, fornendo, anche, tutte le indicazioni per consentire ai contribuenti la regolarizzazione spontanea, nel caso rilevino di aver erroneamente percepito il bonus. Ricordiamo che l’agevolazione, introdotta dal decreto “Rilancio”, spetta esclusivamente agli esercenti attività d'impresa, di lavoro autonomo o reddito agrario, titolari di partita Iva con ricavi e/o compensi non superiori a 5milioni di euro nel periodo d'imposta 2019, per un ammontare determinato applicando una specifica percentuale a un importo calcolato, quando il soggetto riscontra che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è inferiore ai 2/3 di quello registrato nello stesso mese 2019.

 

AGENZIA DELLE ENTRATE –  INTERPELLO

 

 

Risposta n. 170 del 9 giugno 2020 – riorganizzazione aziendale attuata mediante il conferimento contestuale di partecipazioni da parte di persone fisiche

Non c’è alcun vantaggio fiscale indebito ai fini delle imposte dirette o indirette nel conferimento contestuale di partecipazioni da parte delle persone fisiche istanti in una società di capitali di nuova costituzione. Si tratta infatti di una semplice riorganizzazione degli “asset” di proprietà dei soci in una holding familiare.

 

Risposta n. 171 del 9 giugno 2020 – Tassazione borsa di studio svizzera

La borsa di studio erogata dal Fondo nazionale svizzero, percepita dal 2019 per attività di ricerca da una contribuente residente nella Confederazione elvetica che ha trasferito successivamente la residenza in Italia, non è soggetta a tassazione nel nostro Paese nel 2020, se la beneficiaria si è spostata per seguire i suoi studi o per curare la propria formazione professionale.

 

Risposta n. 172 del 9 giugno 2020 - Bonus per l’affitto dei ricercatori

Le somme corrisposte dalla Regione a parziale ristoro delle spese sostenute per canoni di locazione di alloggi ad uso abitativo da parte di ricercatori e lavoratori altamente specializzati che si trasferiscono a fini lavorativi nello stesso territorio regionale, non sono riconducibili né tra i redditi di lavoro dipendente o assimilati previsti dagli articoli 49 e 50 del Tuir, né in alcuna delle altre categorie reddituali individuate dall'articolo 6 del Tuir e, pertanto, non concorrono alla formazione della base imponibile del beneficiario.

 

Risposta n. 174 del 10 giugno 2020 – detrazione spese recupero patrimonio edilizio - Cessione dell'immobile prima del sostenimento della spesa

Se la spesa per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica dell’immobile è stata sostenuta dopo la sottoscrizione del rogito notarile, la parte venditrice non può usufruire del beneficio fiscale, non essendo più proprietaria dell'immobile oggetto degli interventi di ristrutturazione, né può trasferirla all’acquirente.

 

Risposta n. 175 del 10 giugno 2020 - Detrazione per interventi di riduzione del rischio sismico

È cedibile alla società che ha realizzato gli interventi, il sisma bonus connesso ai lavori di demolizione e ricostruzione di un immobile di proprietà della socia e amministratrice unica della stessa società. Non vi sono veti nella disciplina regolamentare e nemmeno nella prassi chiarificatrice.

 

Risposta n. 176 del 10 giugno 2020 - Art-bonus

Il complesso monumentale cittadino di particolare interesse storico e culturale può essere considerato un luogo della cultura di appartenenza pubblica e, di conseguenza, le erogazioni liberali dirette a sostenerlo possono beneficiare del credito d’imposta “Art-bonus”.

 

Risposta n. 177 del 10 giugno 2020 – tassazione separata

Le somme riferibili ad anni precedenti rispetto a quello di percezione, erogate in ritardo per effetto di “atti normativi”, non concorrono alla tassazione progressiva ma sono assoggettati alla tassazione separata, quali arretrati, a prescindere da qualsiasi indagine sulla loro tardiva corresponsione, ne consegue chegli emolumenti del Fondo risorse decentrate per il personale delle aree funzionali, corrisposti in ritardo in esecuzione del contratto collettivo nazionale integrativo, da parte di un’amministrazione.

 

Risposta n. 179 del 11 giugno 2020 – Detrazione delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti

L’azienda pubblica che restaura la facciata di alcuni dei suoi immobili e, facendolo, effettua anche la riqualificazione energetica dell’involucro degli stessi, può avvalersi di una sola delle relative agevolazioni (eco o facciate bonus).

 

Risposta n. 180 del 11 giugno 2020 – detrazioni e circuito di credito commerciale

Il circuito di credito commerciale, che consente agli iscritti la compravendita di beni e servizi con lo strumento dello scambio multilaterale attraverso operazioni in compensazione, è un sistema che non rispetta i requisiti di tracciabilità previsti dalla norma - carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari ovvero mediante altri sistemi di pagamento - e pertanto le spese sostenute con tale strumento di pagamento non possono fruire della detrazione del 19 per cento.

 

Risposta n. 181 del 11 giugno 2020 – Riscatto di periodi non coperti da contribuzione (cosiddetta "pacecontributiva")

Nell’ambito della pace contributiva, la detrazione dall'imposta lorda spettante, a seguito del riscatto previdenziale, è pari al 50 per cento di quanto corrisposto in ogni singolo periodo di imposta da ripartire in cinque quote annuali di pari importo nell'anno di sostenimento e in quelli successivi.

La suddivisione dell’importo detraibile in 5 quote annuali esula dalla durata del possibile spacchettamento della somma. La detrazione, infatti, è riconosciuta sull'ammontare dell’onere effettivamente sostenuto dal contribuente.

 

Risposta n. 182 del 11 giugno 2020 – bonus facciate

I contribuenti che rinnovano l’aspetto di un edificio situato in un area assimilabile alle zone A e B descritte nel decreto n. 1444/1968 (dove gli immobili agevolati devono ricadere), per accedere al bonus, devono ottenere una certificazione urbanistica dall’ente competente e non da un semplice professionista.

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