Mercoledì, 08 Gennaio 2020 13:43

CCNL e rappresentatività sindacale: tempi maturi per una legge

Progettare la voce ‘costo del lavoro’ nell’impresa è fondamentale per gestire le risorse umane in modo efficace e, soprattutto, stimolare la produttività. Fra gli elementi da prendere in considerazione, sicuramente c’è l’individuazione del contratto collettivo da applicare, ma l’operazione non è semplice. Ad affrontare la questione il Segretario del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Francesco Duraccio, in uno speciale sul numero di Dicembre 2019 della rivista “Persone&Conoscenze”.

Nonostante l’applicazione dei contratti collettivi sia di fatto obbligatoria “non solo per osservare i parametri costituzionali - spiega Duraccio -, ma anche per esempio per fruire di agevolazioni contributive e normative e per partecipare alle gare di appalto pubblico”, tuttavia la mancata attuazione dell’art. 39 della Costituzione, che prevede la registrazione dei sindacati, rappresenta “un vulnus nel diritto del lavoro”. Infatti, in assenza di una certificazione attendibile della rappresentatività sindacale e soprattutto della maggiore rappresentatività comparata, individuare fra gli oltre 800 CCNL esistenti il più corretto da applicare è “un’ardua impresa”. Per il Segretario del CNO, l’attuazione del Testo Unico sulla rappresentanza 2014, che affida all’Inps la raccolta e la conta del numero dei lavoratori iscritti al sindacato, rappresenta un’iniziativa “lodevole” ma “non risolutiva, vista l’assenza di obblighi rispetto a tale comunicazione all’Inps”. "Sono  maturi i tempi per pervenire a una legge sulla rappresentatività sindacale che faccia definitivamente chiarezza e dia certezza al diritto del lavoro”, chiosa Duraccio.

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