
Il VI Congresso dei Consulenti del Lavoro cade in un momento
particolarmente denso di cambiamenti per le professioni intellettuali, non
solo perchè sono
in fase di esame da parte del Parlamento otto disegni di riforma, fra cui un
Ddl governativo, ma anche poiché sta cambiando il contesto complessivo
in cui si muovono i saperi intellettuali. Basti pensare che:
- è in atto uno spostamento
di rilevanza delle attività terziarie nello scenario economico. Così come è già accaduto
alla produzione industriale nel momento in cui è passati dalla fase
dell’alto artigianato alla produzione di massa, oggi, nel terziario,
le attività qualitativamente più significative stanno perdendo
il ruolo di centralità che negli ultimi anni avevano acquisito, in favore
di una attribuzione di qualità indistinta a servizi sempre più erogati
in modo seriale ad una domanda a sua volta appiattita e indifferenziata.
- Inoltre, si sta ricreando
una convergenza, osservata già all’inizio degli anni ’90,
fra le linee strategiche dell’Autorità per la Concorrenza, del
Governo, e delle rappresentanze delle imprese e dei lavoratori. Si tratta di
un blocco sociale che ritiene le professioni regolamentate il simbolo di un
mondo produttivo che va superato per gli interessi e per gli attori che esprime.
In questo contesto, i professionisti italiani stanno reagendo bene, poiché non
hanno fermato quei processi di cambiamento avviati anche prima della attuale
congiuntura, anticipando talvolta i cambiamenti che le proposte di riforma,
in nome della competizione economica, intendono generalizzare.
Il VI Congresso del Consulenti del Lavoro ha l’obiettivo
prioritario di condividere con tutti gli iscritti e di far conoscere all’esterno
il dinamismo con cui la categoria sta affrontando questi cambiamenti.
Il suo recente successo più visibile è sicuramente la modifica
della legge istitutiva e l’introduzione del requisito della
laurea per l’accesso alla professione. Ma accanto al raggiungimento di
questo obiettivo, va ricordata l’attività di consulenza
governativa costantemente svolta dalle sue strutture di rappresentanza,
la conquista di un ruolo di opinion leader nelle materie lavoristiche e
lo sviluppo di una attenzione del tutto nuova per gli iscritti, testimoniata
dal rinnovamento delle modalità di presentazione e
di contatto sia di tipo telematico, sia di tipo diretto.
Il Congresso intende essere quindi un momento di presentazione della categoria,
all’esterno
e fra gli iscritti, in quanto forza sociale in grado di disegnare
e di garantire un nuovo patto produttivo sul welfare. In una fase storica in
cui il ruolo degli Ordini e dei Collegi è messo così fortemente
in discussione, i Consulenti del Lavoro intendono porsi come vettori
di qualità professionale e di consenso sociale,
a vantaggio della propria collettività e dello sviluppo.
I lavori del VI Congresso sono perciò articolati
sulla base di alcune linee strategiche chiave:
- rappresentare al sistema politico(istituzioni e partiti) e alla opinione
pubblica qualificata la professione di Consulente del Lavoro per come si è andata
evolvendo nel tempo e per il ruolo centrale e portante che
riveste sul piano della gestione delle risorse umane e sul
piano dell’affiancamento alle pubbliche amministrazioni, non solo per
la fornitura di servizi, ma anche per l’offerta di una consulenza
proattiva nella definizione delle norme di settore;
- ricordare e analizzare la collocazione della professione come perno
centrale della triangolazione fra le imprese, i lavoratori e lo Stato,
che costituisce la sua origine e la sua ragione di essere collegata a interessi
pubblici generali;
- enfatizzare che il consulente del lavoro, inoltre, riveste una funzione
sociale importante, per lo sviluppo di competitività delle
imprese e del lavoro italiano;
- presentare, infine, alla categoria una nuova
visione della professione,
che deve diventare centrale per la definizione dei futuri assetti del welfare
italiano, attraverso un doppio impegno: l’avvio di una stagione
di intese con le istituzioni nazionali, che definisca
la categoria non come destinataria, ma come co-progettista delle riforme;
lo sviluppo in qualità degli iscritti attuali
e potenziali, e delle strutture istituzionali e associative presenti
sul territorio e a livello nazionale.
I lavori congressuali saranno articolati in “Simposi”, cioè a
dire in incontri fra esperti degli argomenti di volta in volta trattati . In
ciascuno dei Simposi i Consulenti del lavoro saranno attivamente presenti con
diverse modalità:
1) per ciascuna sessione dei lavori sarà realizzato un testo di base,
la cui progettazione è stata affidata a Consulenti del Lavoro esperti
nella materia.
2) I lavori di ciascun Simposio saranno preceduti dalle relazioni di altrettanti
Consulenti del Lavoro.
3) Nella mattina del venerdì, sarà consegnato al vincitore il
premio del concorso riservato ai giovani CdL.
4) Nel corso dei Simposi gli interventi degli esperti saranno alternati da
presentazione di testimonianze da parte di consulenti del lavoro, che possano
costituire best practises relative agli argomenti trattati.